CdA 7 maggio 2018

Visto l’usuale tempestivo resoconto istituzionale, aggiungo solo alcune mie osservazioni puntuali.

Bilancio di esercizio: nella seduta del Consiglio di Amministrazione è stato presentato il bilancio di esercizio 2017 e si è confermata ancora una volta la solidità del nostro bilancio. In particolare, il Collegio dei Revisori ha riconosciuto l’adeguata gestione degli anni passati, che ha portato alla situazione attuale di tutta tranquillità e a rosee prospettive per il futuro. Per chi volesse entrare nel merito e fare confronti con gli anni precedenti può trovare tutti i dati nella cartella Bilanci. Il dubbio che personalmente continuo ad avere è sulla nostra non ancora del tutto matura capacità di investimento e di spesa. Nonostante l’impegno profuso dal CdA negli anni scorsi per portare avanti grandi investimenti ragionevolmente equilibrati tra ricerca (con equilibrata ripartizione tra i vari capitoli), didattica, e terza missione, continuiamo a fare grandi disavanzi positivi ogni anno e soprattutto continua a crescere il nostro patrimonio netto. A tale proposito devo però dire che entrando progressivamente a regime gli investimenti più ingenti (centri interdipartimentali, finanziamento diffuso, FFD ai Dipartimenti, nuove aule e spazi…) si dovrebbe riuscire, in tempi non troppo lunghi, a fermare o almeno rallentare questa tendenza.

Per quanto riguarda il finanziamento diffuso e l’FFD credo che un certo freno all’utilizzo, almeno in questi ultimi mesi, sia stato dovuto a voci prive di fondamento su possibili difficoltà economiche dell’Ateneo che avrebbero potuto portare a una riduzione degli investimenti. In una situazione di incertezza è comprensibile che i singoli e i Dipartimenti tendano a ridurre gli investimenti per fare fronte a possibili periodi di contrazione, periodi che però non sembrano all’orizzonte in una prospettiva a breve-medio termine. Sulla prospettiva lunga non mi esprimo, anche perché come è ben noto nel lungo periodo saremo tutti morti…

Mi auguro che la pubblicazione del bilancio del 2017 possa aver tranquillizzato anche i più timorosi e possa quindi prendere del tutto avvio la fase di rilancio della nostra ricerca, sperando che si riesca ancora ad avere un significativo impatto sulla prossima VQR.

Politica di Ateneo sul precariato: sono molto felice della discussione che è avvenuta e sta continuando nell’Ateneo sulle questioni del precariato della ricerca, e non solo. È stata istituita una apposita commissione e sono stati coinvolti direttamente anche i direttori dei Dipartimenti, i coordinatori dei Centri Interdipartimentali e ovviamente il Senato Accademico. A seguito di questa discussione si è condiviso di proseguire con l’investimento in personale precario della ricerca (in particolare RTDa) in modo più misurato, per evitare di tendere a una situazione di difficile gestione di un Ateneo con tanti RTDa che avrebbero poi a fine contratto una molto bassa possibilità di reclutamento come RTDb e quindi come PA. Naturalmente si cercherà di lavorare su due fronti, la ragionata riduzione del numero degli RTDa e l’aumento dei possibili numeri di RTDb futuri. C’è la speranza che i piani straordinari di reclutamento di RTDb (piccoli, ma ripetuti già due volte) possano diventare regolari, si spera con numeri maggiori, e aumentare lo spazio per invertire il crollo del numero dei docenti di ruolo subito in questi ultimi anni, condizione necessaria per il mantenimento di un livello adeguato della didattica. Sono sicuro che una adeguata e condivisa policy sulle forme di contrattualizzazione del personale non di ruolo, di ricerca e TA, emergerà in modo chiaro a seguito della imminente definizione del nuovo piano strategico e che sarà prontamente comunicata in modo trasparente all’intero Ateneo e soprattutto agli interessati.

Danilo Bazzanella

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