Resoconto ultimi CdA

Visti i resoconti istituzionali delle sedute del 20 settembre, 18 ottobre (seduta congiunta con il Senato Accademico) e 9 novembre 2017, aggiungo solo qualche osservazione puntuale.

Nella seduta di settembre è stato dato parere positivo dal CdA a una proposta di introduzione delle quote di genere nell’elezione del CdA. Andando più nel dettaglio il nuovo testo prevede che per i 5 membri eletti interni all’Ateneo “Sono eletti quattro candidati votati dai professori e ricercatori a tempo indeterminato e un candidato votato dal personale tecnico-amministrativo. Il meccanismo di designazione garantisce la presenza di almeno due rappresentanti per ciascun genere.” e per i membri esterni viene previsto nello statuto che gli esterni il Senato Accademico li nomina “prevedendo la designazione di almeno un componente per ciascun genere”. Molto più complicata è la rappresentanza degli studenti, che essendo assicurata mediante liste male si adatta alla previsione di quote di genere. Comunque le modalità di elezione sono nel regolamento elettorale e non necessitano di modifiche di Statuo o Regolamento Generale. E’ stato poi proposto dal Senato Accademico, e ha avuto il parere positivo del CdA, la previsione di avere due voti esprimibili per ogni docente votante, ma diversamente da ora, il doppio voto prevederà il vincolo di essere al massimo un voto per genere.  Si potrà quindi dare un primo voto a qualunque genere, ma chi intenderà dare un secondo voto (non obbligatorio, ovviamente) potrà darlo solo a un candidato dell’altro genere.

In futuro ci saranno nel caso peggiore almeno 3 persone per genere su 11 (4 se si trova un modo per prevedere delle quote di genere anche per gli studenti). Non è molto, ma è un inizio. Se non altro è stata condivisa l’idea di intervenire per cercare di riequilibrare la rappresentanza femminile, molto ridotta e addirittura nulla in qualche CdA precedente.

Nella seduta di ottobre, seduta congiunta CdA e Senato Accademico, è stato approvato un documento rigurdante le criticità del sistema universitario nazionale e alcune proposte per cercare di uscire dalla situazione in cui siamo stati ridotti dalle politiche dei governi di questi ultimi anni.

Nella seduta di novembre è stato precisato che non ci sono vincoli per l’utilizzo del finanziamento diffuso, se non quello relativo alle spese di personale, che per evitare il protrarsi di figure precarie può prevedere solo assegni di ricerca per dottorati e laureati da non più di tre anni. I vincoli ovviamente sono gli stessi del FFD (Finanziamento di Funzionamento dei Dipartimenti), anche perché altrimenti non sarebbe possibile prevedere gli auspicati cofinanziamenti dipartimentali alle iniziative dei singoli e dei gruppi. E’ stato precisato che si possono utilizzare anche per attivare borse di dottorato, ovviamente con il coinvolgimento di Scudo.

La presentazione sugli spazi da destinare ai centri interdipartimentali si è conclusa con la richiesta di rinviare la delibera al CdA del 29 di novembre, per aver modo di trovare anche gli spazi adeguati per soddisfare le richieste degli studenti.

Danilo Bazzanella

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CdA 7 luglio 2017

Visto l’usuale resoconto istituzionale, aggiungo solo alcune osservazioni a complemento.

Come annunciato nel resoconto dello scorso CdA è arrivato a compimento l’iter di approvazione per il regolamento scatti. Al più presto sarà pubblicato sul sito dell’Ateneo e diffuso a tutti i docenti. A meno di revisioni minori il testo sarà il seguente: Regolamento scatti.

La distribuzione del Fondo di Finanziamento ai Dipartimenti, anche questo annunciato nel precedente resoconto, è stata terminata e come previsto sono state deliberate le modalità di utilizzo:

  • la definizione di un insieme di regole semplici, trasparenti e largamente condivise per l’impiego delle risorse;
  • la previsione che, al fine di incentivare la sinergia tra gruppi di ricerca anche interdipartimentali, una parte rilevante del finanziamento sia destinato a cofinanziare le attività di ricerca congiunte, che insiemi di docenti vorranno avviare con i propri fondi di ricerca liberi.

(vedi nota del rettore del 3 luglio riguardo l’Attribuzione del fondo di finanziamento ai Dipartimenti e programmazione del Personale Docente).

Pur senza arrivare ad alcuna delibera, in seduta si è discusso anche del regolamento concorsi. Ho fatto il mio solito intervento, dichiarando preventivamente il mio voto contrario su qualsiasi regolamento che preveda dei vincoli di fascia non strettamente obbligatori per legge, quindi per esempio che precludano ai professori associati (PA) la partecipazione ai concorsi per PA.

Questa è la mia posizione, e la posizione del Coordinamento, dal 2010 ed è motivata dal fatto che chi considera l’Ateneo una comunità accademica dove ognuno con le proprie competenze e le proprie propensioni contribuisce al buon funzionamento della nostra istituzione, non può accettare che alcuni ruoli siano preclusi per questioni di mera appartenenza di fascia. In questa ottica i ruoli e le responsabilità devono essere affidate in base alle competenze personali e alla reputazione dei singoli, come del resto capita nella comunità scientifica internazionale, dove di fatto il ruolo unico è da sempre una realtà.

Ho presentato il solito esempio del fatto che pur essendo io un semplice ricercatore le riviste di teoria dei numeri non si fanno nessun problema a farmi fare da referee anche per lavori scritti da full professor, purché ovviamente si tratti di argomenti di mia competenza e su cui io abbia adeguata reputazione.

Non si vede perché i nostri regolamenti dovrebbero invece stabilire dei vincoli che esulano dalla competenza personale dei singoli e impediscano per esempio a un professore associato competente di essere in una commissione di concorso per associato, dove invece potrebbe andare un professore ordinario che si interessa di temi diversi e che risulta quindi evidentemente meno competente in materia. Ovviamente nessuno pensa a un obbligo della presenza di PA. Si tratta semplicemente di lasciare ai Dipartimenti la libertà, nei casi che riterranno appropriati, di proporre al rettore per la commissione di concorso eventualmente anche dei professori associati.

Devo dire che nella discussione in CdA tutti gli interventi che hanno seguito il mio sono stati sulle medesime posizioni e spero che questa sarà anche la posizione che emergerà nella discussione del Senato Accademico.

Danilo Bazzanella