Nota del MIUR su Inquadramento giuridico e trattamento economico dei docenti universitari

Il 29 maggio 2017 è stata inviata una nota a firma Livon (Direttore Generale del MIUR)  sull’inquadramento giuridico e trattamento economico dei docenti universitari. Nel testo della nota viene specificato che tutti i docenti hanno avuto il blocco degli scatti fino al 1/1/2016, compresi quelli assunti a norma della legge 240/2010.

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Decreto sulla determinazione dei valori-soglia della ASN 2015

Perché l’ANVUR la chiami ASN 2015, visto che siamo ad agosto del 2016 e se tutto va bene i primi nuovi abilitati li vedremo nel 2017, non è dato saperlo. Forse pensano di rendere meno clamoroso il ritardo di una procedura che dal 2010 doveva tenersi ogni anno accademico e invece per ora si è tenuta due sole volte in 7 anni. Comunque la “nuova” abilitazione sta per andare in porto e il 29 luglio è stato approvato il decreto relativo alle soglie: Decreto Ministeriale 29 luglio 2016 n. 602 – Determinazione dei valori-soglia degli indicatori di cui agli allegati C, D ed E del D.M. 7 giugno 2016, n. 120.

Nonostante le recenti e numerose prese di posizione contro l’utilizzo di indicatori numerici per valutare la maturità scientifica dei singoli, cosa largamente condivisa a livello nazionale e internazionale da società scientifiche e esperti di bibliometria, il Ministro ha approvato una procedura che fa esattamente il contrario: fissa delle soglie numeriche obbligatorie per alcuni indici legati alla produttività e all’impatto della produzione scientifica dei singoli candidati e commissari.

In questo modo inevitabilmente, come osservato anche dal CUN, verranno esclusi dall’accesso alla valutazione candidati che, pur possedendo una adeguata maturità scientifica, a causa della specificità degli ambiti della loro ricerca non raggiungono i valori determinati su base esclusivamente algoritmica. Un’ingiustizia clamorosa e del tutto palese che avrà come conseguenza nuove ondate di ricorsi e soprattutto che alimenta quel clima di divisione e di tutti contro tutti che rischia di minare alla base la solidità della nostra comunità accademica.

Regolamento su “criteri e parametri” per la nuova ASN

Decreto Ministeriale 7 giugno 2016 n. 120 – Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, nonché le modalità di accertamento della qualificazione dei Commissari, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modifiche, e degli articoli 4 e 6, commi 4 e 5, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95.

Nuova ASN: niente più mediane, ma hanno inserito l’Impact Factor delle riviste

Lotto-il-gioco-più-popolareE’ stato divulgato il decreto sui criteri e parametri della nuova abilitazione scientifica.
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=127846010897750&id=371719469506470

Come previsto non ci sono più le mediane, ma dei criteri soglia, che saranno specificati in un futuro decreto. Nel campo bibliometrico sparisce il contemporary h-index, ma il numero dei lavori sarà pesato con l’impact factor, il peggiore e maggiormente criticato degli indicatori bibliometrici (vedi ad esempio il recente post dell’editor di PNAS http://www.pnas.org/content/112/26/7875.full, dove si ricorda che solo lo 0.5% dei lavori pubblicati su Nature ha avuto più di 200 citazioni, metà non ne ha avuto per nulla e circa un quarto non contiene risultati scientifici originali).

La lotteria riparte.

Una Tantum: grande fatica, ma grande soddisfazione

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Finalmente anche al Politecnico di Torino è terminata la procedura per l’individuazione delle modalità di attuazione dell’intervento secondo criteri di merito accademico e scientifico (il recupero parziale una tantum degli scatti bloccati) previsto dai DI n. 254 del 2011 e DI 665 del 2013. E’ stata lunga, ma il risultato ripaga ampiamente l’attesa (vedi il testo di regolamento diffuso oggi dagli uffici).

Il Politecnico, unico Ateneo in Italia, ha deciso di evitare l’assurdità di valutare la complessa e eterogenea attività lavorativa dei docenti con un numerino, calcolato in qualsivoglia modo, e la ancora più assurda pretesa di stilare a partire da queste “valutazioni” una classifica tra persone che fanno un lavoro talmente diverso che è scientificamente insostenibile pensare di poter confrontare in modo così semplicistico. La scelta del nostro Ateneo è stata quella di stabilire una ragionevole soglia di merito, superata la quale il docente viene considerato meritevole dell’incentivo economico.

L’insensato vincolo di premiare al massimo il 50% (o 60%, chissà perché diverso nei diversi anni di applicazione) degli aventi diritto stabilito dalla legge, che sottintende chiaramente un’idea punitiva della valutazione, è stato superato grazie allo stanziamento di una congrua cifra da parte del CdA, che permetterà di premiare tutti coloro che supereranno la soglia meritocratica stabilita. Siccome però rimane il vincolo di legge che solo il 50/60% degli aventi diritto potrà ottenere l’incentivo in busta paga, i rimanenti meritevoli saranno premiati con la medesima cifra (anzi molto più alta perché esente tasse) sui fondi di ricerca personali. Essere premiati con somme che non finiscono in tasca, ma permettono alle persone di fare meglio il proprio lavoro, è sicuramente limitativo del diritto a una giusta remunerazione del proprio impegno, ma essendo un esplicito obbligo di legge non era evitabile.

La soglia di merito stabilita dagli Organi di Governo escluderà dall’incentivo economico solamente i docenti scientificamente inattivi nel triennio in valutazione e quelli che hanno ricevuto una valutazione insufficiente della propria attività didattica (fatta tramite il questionario del CPD).

Anche il modo di selezionare tra tutti i meritevoli il 50/60% che riceverà l’incentivo in busta paga e chi invece lo avrà sui propri fondi di ricerca personali è stato stabilito in modo totalmente condivisibile: si partirà dai più giovani, che sono quelli maggiormente colpiti dal lungo blocco degli stipendi in atto. Per il medesimo motivo gli Organi di Governo hanno anche deciso di spostare a favore dei ricercatori un terzo della somma totale destinata all’incentivo, percentuale massima prevista dalla legge.

Non è la procedura più lineare che si potrebbe immaginare per gestire una premialità di natura accademica e scientifica, ma dati i vincoli di legge, fare di meglio era difficile.

Ringrazio tutti per i suggerimenti e le osservazioni che mi avete fatto avere, per l’appoggio che non mi fate mai mancare e ringrazio in particolare il rettore per avermi sostenuto nella ricerca di una soluzione degna di una vera comunità accademica.

Danilo Bazzanella