Alcune domande per il prossimo rettorato

Contributo alla discussione elettorale del Coordinamento PoliTo

Care candidate e cari candidati, vi rivolgiamo di seguito alcune domande che riguardano temi a nostro avviso molto importanti per la vita futura del nostro Ateneo.

  • Valorizzazione delle competenze: dal 2010 ci impegniamo per fare in modo che in tutti i regolamenti di Ateneo si eviti di inserire ogni distinzione di fascia, a meno che non sia esplicitamente obbligatoria per legge, nell’ottica della valorizzazione delle reali competenze personali. Intendete avvalervi della mancanza di vincoli di fascia nella nomina dei Vicerettori, per rendere effettiva questa politica? Cosa pensate in relazione ai regolamenti del nostro Ateneo che ancora contengono (non obbligatori) vincoli di appartenenza di fascia, come ad esempio quello sul dottorato di ricerca? Per valorizzare il ruolo didattico dei Ricercatori a Tempo Indeterminato, purtroppo non ancora riconosciuto adeguatamente dalla legge, il nostro Ateneo prevede il pagamento della loro didattica dalla prima ora di lezione, assicurando a chi è disponibile la titolarità di un corso al fine di garantire loro il titolo di professore aggregato. Ritenete condivisibile questa politica?
  • Precariato: ridurre al massimo il ricorso al precariato, e comunque ridurne per quanto possibile la durata favorendo le stabilizzazioni, sia per il personale TA sia per il personale di ricerca, è un obiettivo che reputate condivisibile? Quale rapporto numerico RTDa/RTDb considerate adeguato a regime per il nostro Ateneo?
  • Finanziamento strategico per la ricerca: pensate di proseguire la politica di finanziamento della ricerca mediante i centri interdipartimentali e se si con quali modalità di istituzione, scelta del coordinatore e valutazione ex-ante e/o ex-post? Ritenete che sia necessaria la presenza di una quota di finanziamento destinata alla ricerca di base e a quella senza finalità applicative immediate?
  • Finanziamento diffuso: attualmente il nostro Ateneo prevede un finanziamento diffuso per la ricerca per professori e ricercatori a tempo indeterminato e uno “starting grant” per i ricercatori a tempo determinato. Come valutate questo tipo di finanziamento e cosa pensate di attuare per il futuro?
  • Valorizzazione della didattica: nel nostro sistema, purtroppo da troppi anni, la didattica viene poco valorizzata e poco innovata. Inoltre ha un peso ridotto nelle progressioni di carriera e più in generale ha un ruolo secondario nella valutazione della nostra attività. Cosa prevedete di fare a tale proposito? Quale progetto avete per la didattica?
  • Numero chiuso: l’Italia è 32° su 33 paesi OCSE come numero di laureati di età 25-34 (26% della popolazione contro il 43% della media OCSE). Secondo voi in una situazione di svantaggio competitivo per il nostro paese di questa portata, è utile introdurre politiche di numero chiuso?
  • Dottorato: la numerosità degli attuali Collegi di Dottorato è variabile, la composizione e le modalità di aggiornamento non sono omogenee tra i vari dottorati, le procedure non sono trasparenti e l’interazione con il Consiglio di Dipartimento è minimale. Considerate adeguata l’attuale modalità di formazione e aggiornamento della composizione del Collegio dei docenti del dottorato che appare autoreferenziale e indipendente dai Dipartimenti che per legge ne hanno la responsabilità?
  • Welfare: a causa di vincoli legali è difficile utilizzare l’utile dell’Ateneo per riconoscere un aumento di emolumenti per il personale tecnico-amministrativo e per il personale docente e un abbassamento delle tasse per gli studenti. Tuttavia le politiche governative di questi anni hanno fortemente ridotto il potere di acquisto dei salari e hanno contribuito sul versante studentesco a ridurre il diritto allo studio. Ritenete che si possa investire, e se si in quale modo, in politiche di welfare?
  • Organizzazione: giudicate sia opportuna una revisione statutaria ed organizzativa per il nostro Ateneo? E se si, in quale direzione pensereste di muovervi?
  • Burocrazia: negli ultimi anni il numero e il peso degli adempimenti di natura formale, spesso slegati dalla realtà del nostro lavoro e non di rado dal significato di difficile individuazione, sono aumentati a dismisura. Quali strategie pensate di mettere in atto per ridurre il peso della burocrazia sul personale amministrativo e docente dell’Ateneo?
  • Questione di genere: nel corpo docente la percentuale di donne diminuisce con il crescere della fascia e nei ruoli di responsabilità, soprattutto ai più alti livelli, si nota una scarsa presenza femminile. Reputate questa una questione di cui interessarsi e se sì in quale modo?
  • Ruolo politico dell’Ateneo: molto spesso l’Ateneo si trova a scontrarsi con problemi, anche gravi, che derivano direttamente dalla legge, da scelte del Ministero o peggio ancora da decisioni dell’ANVUR. In questi casi spesso non esiste speranza di soluzione interna e qualsiasi possibilità di intervento è legata alla capacità/volontà dell’Ateneo di avere un ruolo politico di non subalternità e una interlocuzione con il mondo della politica. Pensate che questo ruolo sia auspicabile? In particolare come interpretate la partecipazione alla CRUI?
  • Trasparenza nelle nomine. giudicate che l’attribuzione di incarichi di grande responsabilità che comportano la gestione di ingenti risorse umane e finanziarie, come ad esempio quello di Coordinatore dei Centri Interdipartimentali, debba essere basata su una valutazione i cui risultati siano resi pubblici?
  • Valutazione e deriva ANVURiana: valutazioni approssimative e scientificamente non fondate (uso della bibliometria per valutare piccoli gruppi o addirittura singoli, vedi collegio dei docenti del dottorato e ASN), conseguenze automatiche e irresponsabili in base ai risultati della valutazione, confronti e classifiche tra persone o strutture non omogenee, spinta alla competizione esasperata e conseguente mancanza di politiche di sistema, classifiche, classifiche e ancora classifiche… Cosa pensate dell’ANVUR e delle conseguenze del suo operato sul nostro Ateneo e sul sistema Universitario?

Ringraziandovi anticipatamente delle risposte che vorrete dare a queste domande, vi salutiamo cordialmente e ci complimentiamo per l’impegno che avete voluto esprimere nei confronti dell’Ateneo proponendo le vostre candidature.

Coordinamento PoliTo

Annunci

Resoconto ultimi CdA

Visti i resoconti istituzionali delle sedute del 20 settembre, 18 ottobre (seduta congiunta con il Senato Accademico) e 9 novembre 2017, aggiungo solo qualche osservazione puntuale.

Nella seduta di settembre è stato dato parere positivo dal CdA a una proposta di introduzione delle quote di genere nell’elezione del CdA. Andando più nel dettaglio il nuovo testo prevede che per i 5 membri eletti interni all’Ateneo “Sono eletti quattro candidati votati dai professori e ricercatori a tempo indeterminato e un candidato votato dal personale tecnico-amministrativo. Il meccanismo di designazione garantisce la presenza di almeno due rappresentanti per ciascun genere.” e per i membri esterni viene previsto nello statuto che gli esterni il Senato Accademico li nomina “prevedendo la designazione di almeno un componente per ciascun genere”. Molto più complicata è la rappresentanza degli studenti, che essendo assicurata mediante liste male si adatta alla previsione di quote di genere. Comunque le modalità di elezione sono nel regolamento elettorale e non necessitano di modifiche di Statuo o Regolamento Generale. E’ stato poi proposto dal Senato Accademico, e ha avuto il parere positivo del CdA, la previsione di avere due voti esprimibili per ogni docente votante, ma diversamente da ora, il doppio voto prevederà il vincolo di essere al massimo un voto per genere.  Si potrà quindi dare un primo voto a qualunque genere, ma chi intenderà dare un secondo voto (non obbligatorio, ovviamente) potrà darlo solo a un candidato dell’altro genere.

In futuro ci saranno nel caso peggiore almeno 3 persone per genere su 11 (4 se si trova un modo per prevedere delle quote di genere anche per gli studenti). Non è molto, ma è un inizio. Se non altro è stata condivisa l’idea di intervenire per cercare di riequilibrare la rappresentanza femminile, molto ridotta e addirittura nulla in qualche CdA precedente.

Nella seduta di ottobre, seduta congiunta CdA e Senato Accademico, è stato approvato un documento rigurdante le criticità del sistema universitario nazionale e alcune proposte per cercare di uscire dalla situazione in cui siamo stati ridotti dalle politiche dei governi di questi ultimi anni.

Nella seduta di novembre è stato precisato che non ci sono vincoli per l’utilizzo del finanziamento diffuso, se non quello relativo alle spese di personale, che per evitare il protrarsi di figure precarie può prevedere solo assegni di ricerca per dottorati e laureati da non più di tre anni. I vincoli ovviamente sono gli stessi del FFD (Finanziamento di Funzionamento dei Dipartimenti), anche perché altrimenti non sarebbe possibile prevedere gli auspicati cofinanziamenti dipartimentali alle iniziative dei singoli e dei gruppi. E’ stato precisato che si possono utilizzare anche per attivare borse di dottorato, ovviamente con il coinvolgimento di Scudo.

La presentazione sugli spazi da destinare ai centri interdipartimentali si è conclusa con la richiesta di rinviare la delibera al CdA del 29 di novembre, per aver modo di trovare anche gli spazi adeguati per soddisfare le richieste degli studenti.

Danilo Bazzanella

Assemblea Nazionale

Nei prossimi giorni sarà resa pubblica la prima bozza della legge di bilancio e se il mondo universitario intende dare un contributo propositivo al riguardo, cosa oltremodo urgente, è necessario farci sentire ora. Per questo motivo proponiamo una

ASSEMBLEA NAZIONALE
degli studenti e i lavoratori in mobilitazione
POLITECNICO DI TORINO – 6 novembre 2017
ORE 11:00 – aula 27b

INFORMAZIONI PER RAGGIUNGERE L’ASSEMBLEA

per fare sintesi delle proposte di che stanno emergendo a livello locale e convergere su una grande azione di mobilitazione condivisa e nazionale da mettere in atto nel caso il testo della legge di bilancio che verrà approvato non risponda adeguatamente alle nostre richieste, che sono state espresse nella lettera aperta alla Ministra ( vedi https://politecnicoblog.wordpress.com/petizione/) e ricordiamo sono principalmente:

  • Aumentare significativamente il Fondo di Funzionamento Ordinario (FFO), cercando almeno di avvicinarci alla media europea;
  • Programmare un grande piano straordinario pluriennale di reclutamento di Ricercatori in tenure track per ringiovanire e aumentare la numerosità della docenza universitaria, con l’obiettivo di adeguare il rapporto numerico studenti/docenti del nostro sistema universitario a quello degli altri paesi europei;
  • Ridurre le limitazioni all’accesso degli studenti all’Università e investire maggiormente nel sostegno al diritto allo studio, nella residenzialità universitaria e in politiche mirate all’aumento del numero degli iscritti e dei laureati;
  • Investire nel finanziamento e nella valorizzazione del dottorato di ricerca, a cominciare dall’eliminazione delle disparità oggi esistenti fra i dottorandi;
  • Procedere celermente al rinnovo del CCNL 2016-2018 del personale contrattualizzato dell’Università e avviare un recupero progressivo del potere d’acquisto dei salari, perduto in 8 anni di blocco;
  • Riportare una ragionevole equità tra il trattamento economico dei docenti universitari e il resto del personale pubblico non contrattualizzato, in particolare riguardo il recupero dell’anzianità persa in questi ultimi anni;
  • Ripensare le modalità della valutazione, evitando un uso automatico degli indicatori al fine delle ripartizioni dei fondi e dei compiti di indirizzo del sistema;
  • Uscire dalla logica della concorrenza tra gli Atenei, i Dipartimenti e i ricercatori e riprendere a gestire l’Università Pubblica come un’istituzione nazionale con obiettivi di sistema e con la finalità primaria di fornire un adeguato e uniforme servizio all’intero paese.

Vogliamo sottolineare e rendere pubblico quanto la legislazione attuale abbia profondamente modificato il modello di governo delle università e il metodo di reclutamento e di progressione del personale docente, generando evidenti criticità del sistema universitario italiano sia nella capacità attrattiva che nella capacità di motivare chi è in una posizione strutturata. In particolare uno dei problemi più pressanti sul sistema e sulla vita delle persone sono i tempi troppi lunghi necessari per passare nella figura di professore di ruolo e la mancanza di un’unica figura pre ruolo che possa andare a sostituire l’attuale eterogeneità di figure. Tali criticità dovranno essere al più presto corrette con interventi urgenti e puntuali e soprattutto dovranno essere oggetto di una discussione nazionale nella prospettiva di una riforma complessiva della docenza universitaria.

Il sistema universitario è un bene comune con un ruolo sociale insostituibile. Lavoriamo insieme per il riscatto dell’Università Pubblica.

Locandina PDF

 

PER CONTATTI E SEGNALAZIONI
di assemblee trasversali che si stanno tenendo negli Atenei per discutere sulle azioni di mobilitazione condivisa da tutte le componenti del mondo universitario, scrivere a riscattouniversitapubblica@gmail.com  Alla pagina La Mobilitazione potete trovare le iniziative che ci sono state segnalate