CdA 27 giugno 2018

Visto l’usuale tempestivo resoconto istituzionale aggiungiamo solo alcune osservazioni puntuali.

Question Time
Nel resoconto istituzionale c’è una piccola imprecisione. Nel “question time” di fine seduta abbiamo chiesto alcuni chiarimenti, uno dei quali riguardava una ricognizione sul numero dei ricercatori a tempo indeterminato (RTI) abilitati per verificare se l’attuale programmazione permette ancora di dare a tutti in tempi brevi una opportunità concorsuale, come da policy di Ateneo e come capitato negli ultimi anni. Per errore nel resoconto istituzionale si parla invece di RTD-B. Nel frattempo abbiamo già avuto dal rettore i dati e gli RTI abilitati sono attualmente 27, distribuiti in modo piuttosto vario tra i diversi Dipartimenti. La questione dei tempi necessari per dare loro un’opportunità concorsuale sarà discussa nella prossima seduta. Per quanto riguarda la seconda questione che abbiamo posto nel “question time”, il recupero parziale degli scatti persi, la risposta è stata incredibilmente che “siamo in attesa da CINECA di un aggiornamento della procedura”. A più di 4 mesi dalla scadenza prevista dalla legge per il pagamento, pare che il Cineca non sia ancora stato in grado di predisporre la necessaria procedura. Riguardo all’ultima questione, l’analisi dello storico delle afferenze ai Dipartimenti, il rettore ha assicurato che presenterà i dati nella prossima seduta. Abbiamo fatto questa richiesta perché ci pare difficile ragionare su una nuova modalità di ripartizione delle risorse, senza prima valutare adeguatamente l’effetto (di crescita/decrescita del numero delle afferenze ai diversi Dipartimenti e la relativa distribuzione tra le fasce) che si è avuto in questi anni con le vecchie modalità di ripartizione.

Carico didattico ricercatori a tempo determinato (RTD)

Su nostra richiesta il vice rettore per la didattica ha presentato i dati sul carico didattico dei ricercatori a tempo determinato. Vista la situazione piuttosto eterogenea nelle diverse aree e il superamento significativo da parte di molti ricercatori del carico previsto, abbiamo chiesto di valutare la possibilità di procedere al pagamento della didattica frontale al superamento delle soglie di 40 ore (RTAa) e 60 ore (RTDb). La questione sarà affrontata nella prossima a seduta.

Trasparenza

Abbiamo chiesto al rettore la sua disponibilità a inviare l’ordine del giorno degli organi di governo all’intero Ateneo, prima delle sedute. La risposta è stata positiva.

Fondi di Ateneo per il finanziamento della ricerca
Sicuramente la questione più rilevante della seduta è stata la discussione sul finanziamento della ricerca nel nostro Ateneo. Il CdA ha preso atto che il bilancio previsionale pluriennale prevede il sussistere di adeguati margini economici e quindi all’unanimità ha deliberato che tutte le misure di sostegno della ricerca (finanziamento diffuso, FFD – Fondo di Finanziamento dei Dipartimenti, Starting grant per RTD…) sono confermate con i medesimi importi anche per il 2019, nella convinzione che tre anni possano essere un intervallo di applicazione ragionevole per poter fare una prima valutazione dei risultati. Come già deliberato nel passato CdA, è stata confermata la volontà di monitorare tutte le spese (e già in questa seduta sono stati presentati alcuni dati preliminari) e di impegnarsi a porre in essere misure di incentivazione e suggerire pratiche di utilizzo che favoriscano un impiego efficace delle risorse. A tale proposito ricordiamo che il CdA ha deliberato lo scorso anno che i Dipartimenti devono utilizzare il loro FFD in accordo con i seguenti due indirizzi prioritari:

–  la definizione di un insieme di regole semplici, trasparenti e largamente condivise per l’impiego delle risorse;
–  la previsione che, al fine di incentivare la sinergia tra gruppi di ricerca anche interdipartimentali, una parte rilevante del finanziamento sia destinato a cofinanziare le attività di ricerca congiunte, che insiemi di docenti vorranno avviare con i propri fondi di ricerca liberi.”  (vedi nota rettorale del 3 luglio 2017 )

Ne approfittiamo per ricordare nuovamente che nella seduta del 30 maggio 2018 il CdA ha notevolmente semplificato l’utilizzo dei fondi di Ateneo per la ricerca e che quindi da ora in avanti l’uso di tutti i fondi sarà molto libero e utilizzabile per ogni tipologia di spesa escluse solamente le seguenti:

  • borse di ricerca;
  • spese relative al personale (posizioni da RTD, compensi al personale dipendente, ecc.) con la sola eccezione degli assegni di ricerca;
  • borse di studio (escluse quelle di dottorato);
  • acquisti di beni o servizi in regime di attività commerciale con recupero IVA.

Inoltre, essendo fondi di Ateneo, e non avendo quindi i vincoli relativi alla rendicontazione di molti altri fondi, al di sotto dei 40.000 euro è possibile procedere agli acquisti direttamente facendo l’ordine sul Mepa, cosa che dovrebbe permettere di ridurre significativamente le complicazioni e i tempi di attesa.

Caterina Mele
Danilo Bazzanella

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Candidatura di Francesco Laviano al Senato Accademico

Elezioni Suppletive del SENATO ACCADEMICO – Scorcio di mandato 2015-2019

Candidatura di Francesco Laviano (DISAT, settore concorsuale 02/B1, SSD FIS/01 – Fisica sperimentale) come rappresentante dei Professori Associati

La decisione di candidarmi nasce dal sincero desiderio di contribuire alla gestione ed al miglioramento del nostro Ateneo. Frequento il Politecnico da 25 anni e conosco la composizione delle discipline che divulghiamo, che sviluppiamo e che cerchiamo di applicare sul territorio. Ho dimestichezza con il diritto amministrativo e con i meccanismi di governo dell’Ateneo, principalmente grazie alla precedente esperienza che ho acquisito come Senatore nello scorcio di mandato del Senato Accademico 2011‐2015 (20/4/2014 ‐ 30/9/2015): con lo stesso spirito corale che ha caratterizzato la mia precedente esperienza come rappresentante degli Assegnisti di Ricerca, mi propongo oggi come rappresentante dei Professori Associati (I Professori Associati oggi sono la fascia più numerosa dei docenti a tempo indeterminato (392), e seconda solo agli Assegnisti di Ricerca (480), considerando tutto il personale della ricerca presso il Politecnico).

I compiti, la responsabilità e l’azione di un Senatore sono molto ampi, perché riguardano tutti i lavori che spettano all’organo di appartenenza, che, come recita testualmente il nostro Statuto, “promuove sedi di discussione e confronto scientifico e culturale dell’Ateneo e contribuisce a delineare la strategia di medio e lungo periodo per la ricerca e per la formazione” (Art.11).

In particolare, tutti i regolamenti, a partire dallo stesso Statuto, dal Regolamento Generale e dai regolamenti dei Dipartimenti, sono discussi e approvati proprio dal Senato. Su questo tema, se mi concederete la vostra fiducia, mi impegnerò per la formulazione di un regolamento unico di Ateneo per gli acquisti e la gestione dei fondi, in modo da avere regole chiare, semplici (cioè entro i minimi limiti stabiliti per legge) e, soprattutto, uniformi tra i Dipartimenti.

Riguardo alla programmazione del personale, in continuità con il lavoro recentemente intrapreso con la commissione del Consiglio di Amministrazione, cercherò di contribuire affinché la distribuzione delle risorse sia coerente con le legittime prospettive di carriera del personale e non sia in conflitto con le esigenze di reclutamento.

Inoltre, porrò massima attenzione alla revisione della nostra prima missione, cioè la didattica, sotto tutti i punti di vista, facendo tesoro dell’esperienza che ho cumulato sia nelle discipline di base (sono titolare da quattro anni di un corso di Fisica 1, con una media di studenti serviti pari a 600), sia in quelle specialistiche (ho insegnato in corsi di Laurea Magistrale e di Dottorato di Ricerca).

Sicuramente, per quanto riguarda la logistica della didattica, sarà importante acquisire nuovi spazi e sfruttare al meglio quelli esistenti, attraverso una strategia di revisione degli orari di lezione, del rapporto crediti formativi/ore erogate e della distribuzione dei corsi tra i periodi didattici.

Per quanto riguarda l’ampliamento interdisciplinare dell’offerta formativa, potrò condividere i metodi che ho appreso attraverso l’esperienza del Coordinamento Nazionale Ricercatori Non Strutturati Universitari ‐CRNSU, nel triennio 2015‐2017, in cui ho spesso affrontato discussioni tecniche e preparazione di elaborati con colleghi di altri Atenei ed appartenenti ad altri settori, soprattutto scienze umane e discipline umanistiche.

Termino questa breve nota elettorale specificando che i principi che hanno caratterizzato il mio impegno politico degli ultimi cinque anni in Ateneo, come membro attivo del Coordinamento PoliTo, rimarranno sempre i medesimi, pertanto sarò sempre disponibile con tutti i colleghi per l’ascolto, il confronto e la condivisione, che credo siano le basi da cui partire per praticare correttamente il ruolo di rappresentanza.

Francesco Laviano

Contributo alla discussione elettorale

Cari candidati alle imminenti elezioni per il rinnovo del Senato Accademico e del CdA, vi scriviamo per dare il nostro contributo alla discussione elettorale.

Vi proponiamo solo tre domande, tra di loro strettamente connesse:

  • Ritenete che il nostro Ateneo debba tendere a diventare sempre più una comunità accademica, basata sulla collaborazione, la condivisione e una figura unica di docente universitario, oppure ritenete che sia preferibile mantenere una organizzazione di natura più gerarchica, che responsabilizzi i ruoli di vertice, basata sulla competizione meritocratica?
  • Cosa ne pensate dell’attuale entità del finanziamento diffuso? È sufficiente, eccessiva, troppo limitata? Aggiungereste vincoli di merito a priori, maggiori controlli dall’alto… ?
  • A riguardo del reclutamento, quale rapporto numerico tra RTDa e RTDb pensate sia ottimale e perché?

Ringraziandovi anticipatamente per le risposte che vorrete dare a queste domande (e che come sempre siamo disponibili a pubblicare sul nostro blog e diffondere sulla lista di discussione di Ateneo), vi salutiamo cordialmente e vi ringraziamo per l’impegno che avete voluto esprimere nei confronti dell’Ateneo proponendo le vostre candidature.

Coordinamento PoliTo

 

Risposte di Caterina Mele (candidata per il CdA)

Risposte di Raffaella Sesana (candidata come rappresentante degli RTI in Senato Accademico)

Candidatura di Raffaella Sesana al Senato Accademico

Elezioni Suppletive del SENATO ACCADEMICO – Scorcio di mandato 2015-2019

Candidatura di Raffaella Sesana
come rappresentante dei Ricercatori a tempo indeterminato

 

Qualche notizia su di me

Mi sono laureata in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano nel 1993, per un anno ho lavorato in una azienda privata come tecnico, tra l’ufficio progettazione e l’officina. Sono quindi arrivata al Politecnico di Torino nel 1995 per il dottorato in Progettazione e Costruzione di Macchine. Nel 1998 sono diventata Tecnico di Laboratorio presso il Laboratorio di Meccanica. Nel 2003 sono diventata ricercatore a tempo indeterminato nel Dipartimento di meccanica, oggi Dimeas.

Sono referente del progetto Dexpilab, laboratori didattici sperimentali per i corsi base di Meccanica.

Svolgo attività didattica sugli argomenti di base della meccanica. Come attività di ricerca mi occupo prevalentemente di attività sperimentali, in Laboratorio. Seguo molti studenti che svolgono attività di tirocinio e di tesi aziende medio piccole.

Sono infatti convinta che il trasferimento delle conoscenze sia bidirezionale e si esplichi in modo privilegiato attraverso la collaborazione continua su progetti concreti che nascono dal quotidiano ma possono dare grandi spunti per la ricerca scientifica.

Prediligo in genere i temi di ricerca e di applicazione meno caratteristici della meccanica e con particolar attenzione per gli aspetti legati all’ambiente. Con altri due colleghi, uno di Polito e uno di Polimi, e un gruppo di studenti nazionali e non dei due Atenei abbiamo sviluppato un progetto multidisciplinare legato all’arrampicata indoor con applicazioni tanto all’attività agonistica quanto al recupero funzionale e psicomotorio.

Sono socia fondatrice e membro attivo di una associazione che si occupa dei diritti di una delle fasce più vulnerabili della nostra società: le donne sole o con bambini, disoccupate in generale e in particolare delle donne rifugiate e richiedenti asilo.

Mi muovo prevalentemente in bicicletta, ho 4 figli e vivo a Torino.

I motivi per candidarmi

Ho accettato la proposta a candidarmi da un gruppo di colleghi, il Coordinamento Polito, con cui condivido la visione di una Università pubblica e democratica, al servizio di tutta la società, degli studenti che ci frequentano, dei lavoratori che ne garantiscono il funzionamento, della città e del territorio che direttamente scambiano con noi conoscenze ed esperienze e della Nazione, l’Italia e l’Europa, in cui viviamo.
Credo nella necessità di distribuire in modo uniforme le risorse in modo da dare a chi parte con meno mezzi, siano gli studenti o i ricercatori, la possibilità di sviluppare il proprio potenziale.

Credo nella necessità di confrontarsi con realtà diverse dall’ambito ristretto del Politecnico e favorire gli scambi con le altre realtà.

Credo nella conoscenza, nella formazione, nell’educazione come strumento di libertà e di emancipazione.

Credo la conoscenza sia un bene comune e come tale vada difeso, coltivato, diffuso e condiviso

Credo in particolare nel valore della conoscenza (e della divulgazione) scientifica e tecnica, necessario per una cittadinanza attiva e preparata e quindi libera.

Credo che al Politecnico si debbano valutare le persone in base alla loro competenza, al loro impegno e avendo come obiettivo il massimo sviluppo delle potenzialità di ognuno, e non limitarsi alla scorciatoia delle appartenenze, siano di fascia o di categoria.

In questo momento difficile per la nostra società, intendo dare il mio contributo per tutelare in primis il diritto allo studio e alla formazione di qualità degli studenti e la tutela di chi lavora nell’Università, obiettivi che non ritengo assolutamente in contraddizione.

Se sarò eletta, mi impegno a portare queste istanze nella discussione del Senato Accademico.

Raffaella Sesana

 

CdA 30 maggio 2018

Visto l’usuale tempestivo resoconto istituzionale, aggiungo solo due osservazioni puntuali.

Semplificazione: Il lavoro sulla semplificazione ha cominciato a dare i primi frutti. Da ora tutti i fondi di Ateneo (FFD – Fondo di Finanziamento dei Dipartimenti, finanziamento diffuso, starting grant per RTD e professori, premio pubblicazioni…) hanno le medesime regole e possono essere utilizzati con la massima libertà, con solo le seguenti esclusioni:

  • le borse di ricerca (che per legge possono essere fatte solo su fondi esterni);
  • le spese relative al personale con la sola eccezione degli assegni di ricerca (le spese per RTD, per PTA a tempo determinato… si è deciso che siano programmate e gestite a livello d’Ateneo e non lasciate all’iniziativa dei singoli);
  • borse di studio con la sola eccezione di quelle di dottorato (le borse di studio per studenti continueranno a essere gestite a livello di Ateneo dall’apposita commissione di CdA);
  • acquisti di beni o servizi in regime di attività commerciale con recupero IVA (possibilità limitata ad attività commerciale su commissione di enti pubblici o privati e non possibile quindi su fondi interni di Ateneo)

Piano straordinario RTDb: inizialmente si pensava ci fosse solo l’obbligo di bandire i concorsi entro il 2018, ma una circolare del MIUR ha chiarito che i nuovi ricercatori dovranno essere in servizio entro l’anno (a meno di motivati ritardi dovuti ai tempi del concorso). E’ stato quindi necessario procedere immediatamente alla ripartizione tra i vari Dipartimenti, senza avere il tempo di discutere diffusamente sulle modalità da utilizzare. Questo non ha rappresentato un problema perché, su mia richiesta, il CdA ha deciso di procedere al calcolo dei debiti/crediti dovuti a questa ripartizione (evidentemente si dovevano bandire un numero intero di posti e nessuna ripartizione porta a valori interi da assegnare ai diversi Dipartimenti) solo a posteriori di una discussione diffusa e trasparente a livello di Ateneo sulle nuove modalità di ripartizione delle risorse, che auspicabilmente si manterrà poi stabile per i prossimi sei anni.

Danilo Bazzanella