Commissione mista CdA-SA, 22 marzo 2017

Il mandato della commissione è quello di predisporre una proposta sull’impatto e le ricadute dei Centri (entro il 29/3/17) e riguardo il Finanziamento Ricerca (dopo approvazione Consuntivo 2016). La prima seduta (22 marzo 2017) è stata dedicata completamente al primo tema.

Siamo partiti dalle finalità dei Centri Interdipartimentali, come deliberato dal CdA il 31/3/2016:

“i Centri interdipartimentali dovranno essere capaci di aggregare e acquisire competenze interdisciplinari su tematiche di ricerca scientifica e/o tecnologica di frontiera e conseguentemente di accrescere la reputazione e la visibilità dell’Ateneo in alcune aree di interesse strategico per il Territorio e per il Paese, potenziando le collaborazioni con le Istituzioni internazionali più prestigiose e consolidando i rapporti di partnership con i principali attori del sistema socioeconomico.

Le principali indicazioni condivise dalla commissione sono state:

Non si intende prevedere un’organizzazione, un’attività e una valutazione necessariamente uguale per ogni centro. Le differenze tra i temi trattati e le metodologie utilizzate porteranno ragionevolmente ad avere Centri con diverse caratteristiche e ricadute, cosa che va considerata come una ricchezza e non un problema.

Necessità di organizzare dei momenti aperti all’ateneo in cui si presentano i centri (Kick-off), chiarendo:

– obiettivi scientifico-culturali;
– metodologie di coinvolgimento della comunità del Poli;
– metodologie di divulgazione dei risultati delle attività svolte.

Per quanto riguarda la formazione i Centri possono avere un insieme di ricadute sull’Ateneo, per esempio:

– prevedere corsi per PhD da presentare nell’ambito dei corsi di dottorato coinvolti (multi-dottorato);
– dopo il primo anno, potrebbero in alcuni casi proporsi dei curriculum in qualche corso di dottorato;
– attività seminariali da proporre nell’ambito dei corsi di LM;
– eventuale attività di formazione per le aziende, da predisporre a seguito di interessi specifici delle aziende stesse;
– formazione continua, formazione professionalizzante, moocs…

Per quanto riguarda la Ricerca e il Trasferimento tecnologico:

– i centri devono essere inclusivi. L’inclusività è un arricchimento per i centri;
– i centri devono diventare hub tecnologicoscientifici sui vari temi
– devono far crescere culture multi-disciplinari sui temi ritenuti strategici
– possono diventare delle forme di centri di servizio, con attrezzature scientifiche a disposizione della ricerca dei gruppi dell’ateneo
– i Centri devono predisporre delle Open Call for Proposal su attività definite dal centro o proposte dalle aziende. Si può configurare come una partecipazione “temporanea” ai centri, a progetto;
– prevedere la possibilità che docente con contratto/accordo con aziende le “porti” nel centro e prevedere la possibilità che un docente proponga al centro un’attività da co-finanziare;
– workshop tecnici multi-disciplinari aperti ai docenti e tecnici dell’ateneo interessati a partecipare alle attività dei centri;
– programma visiting sui temi di interesse del centro.

Riguardo alla verifica dei lavori e dei risultati dei centri la commissione ha condiviso alcune idee:

– Servono criteri di verifica per valutare l’efficacia del finanziamento e indirizzare le scelte per l’anno successivo;
– le verifiche devono essere in itinere;
– dopo ogni anno si prevede un momento dialettico tra CdA/NuV e centri;
– la verifica deve essere “personalizzata” centro per centro in modo da tenere in conto le peculiarità di ognuno.

Nel valutare le attività dei Centri, si terranno in considerazione le attività legate a:

– i dottorati con tutoraggio multi-disciplinare;
– le pubblicazioni e progetti di TT congiunti multidisciplinari (docenti afferenti a gruppi diversi);
– l’organizzazione di Workshop e seminari;
– i finanziamenti acquisiti dall’esterno e soprattutto la capacità di autofinanziare le spese del personale;
– le ricadute sulla formazione: corsi, seminari, attività di formazione per le aziende, proposte in campo didattico…
– l’inclusività: open call inclusive, capacità di coinvolgimento di nuovi docenti, assegnisti in cotutela intra-ateneo oppure con aziende.

Non tutti i Centri faranno tutte le cose indicate, e comunque ogni Centro si concentrerà più su alcuni aspetti che su altri. La valutazione sarà costruttiva, con l’obiettivo principale di cercare di migliorare l’attività del Centro, e terrà conto delle diverse caratteristiche e dei diversi obiettivi di ogni Centro.

Sono anche state affrontate alcune delle questioni che si prevede possano essere critiche:

– la necessità che ogni Centro abbia un suo spazio fisico per la strumentazione e i ricercatori e la difficoltà di trovare questi spazi all’interno dell’Ateneo. Sarebbe molto opportuno che i Centri fossero tutti raggruppati insieme per facilitare le interazioni e le collaborazioni;

– è necessario evitare che si crei un’espansione del precariato di ricerca nel nostro Ateneo. Il personale deve essere soprattutto composto da dottorandi e “giovani” assegnisti, progressivamente finanziati con i fondi raccolti esternamente dal Centro, con attenzione alle prospettive di collocazione interna e esterna del personale no strutturato;

– è fondamentale gestire al meglio il rapporto Centri/Dipartimenti, sia per quanto riguarda la distribuzione ai Dipartimenti coinvolti della tassazione dei fondi raccolti dal Centro che per quanto riguarda l’afferenza ai vari Dipartimenti del personale non strutturato impegnato nei Centri.

Danilo Bazzanella
Pietro Mandracci

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