Politecnico di Torino: bilancio condiviso e trasparente

Anche quest’anno, forse ancora più dello scorso, la discussione sulla definizione del bilancio previsionale del nostro Ateneo è stata ampia, trasparente e ci sono stati un adeguato numero di momenti pubblici e aperti in cui si potesse esprimere.

Oltre ovviamente a rispettare i vincoli di legge e statutari, che tutto sommato sono piuttosto minimali, nel nostro Ateneo già dal precedente CdA abbiamo instaurato una prassi di discussione pubblica e trasparente che ha portato alla definizione di un bilancio il più possibile condiviso e mi pare largamente apprezzato.

Una Conferenza di Ateneo nel mese di dicembre, 4 incontri con le Aree dell’Ateneo tenuti nel mese di febbraio, la presentazione del bilancio nel messaggio di fine anno del Rettore e all’inaugurazione dell’Anno Accademico, senza dimenticare le regolari e molto dettagliate note sulla programmazione del personale, rappresentano un modello di gestione aperta e trasparente che credo sia una singolarità nel panorama universitario italiano.

Non solo trasparenza delle decisioni prese, ma anche ascolto e discussione pubblica che hanno permesso al CdA di recepire le proposte e le perplessità di tutti i colleghi interessati a dare il proprio contributo alla vita della nostra Istituzione, con le importanti peculiarità che ogni area presenta.

Come scrivevo nel 2013 nel documento elettorale della mia prima elezione in CdA: “Sono convinto che la configurazione statutaria e regolamentare del nostro Ateneo sia di alto livello democratico e funzionale, e sicuramente rappresenta una solida base su cui costruire il nostro futuro. La prassi istituzionale è però quasi altrettanto importante. Il rispetto per il ruolo degli altri organi e strutture dell’Ateneo, la volontà di apertura e di ascolto e l’equilibrio nelle decisioni non sono e non possono essere scritte nei regolamenti, ma saranno fondamentali per tendere sempre più a una comunità universitaria coesa e con un forte senso di appartenenza e devono diventare a mio parere la guida per l’azione politica del nuovo CdA.

Dopo 4 anni mi pare di poter dire che la prassi istituzionale che hanno contribuito a stabilire i primi due CdA e il rettore dell’era post-Gelmini sia tutto sommato positiva e mi auguro che diventi una guida e uno stimolo a fare meglio in futuro.

Ringrazio tutti per la partecipazione e la collaborazione, oltre al sostegno e alla vicinanza che molti di voi mi fanno sempre sentire. Non basta uno Statuto adeguato e regolamenti ragionevoli, senza il senso istituzionale dei ruoli di maggiore responsabilità e soprattutto senza la partecipazione diffusa, una gestione condivisa e aperta della nostra Università non può che rimanere un obiettivo inaccessibile.

Danilo Bazzanella

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