Precariato universitario: un’emergenza – Assemblea pubblica giovedì 26 gennaio ore 13:30 – aula 10

ricercaprecaria_orangeNelle intenzioni dichiarate dai proponenti della legge 240/10 il reclutamento per i giovani universitari sarebbe dovuto avvenire mediante una tenure track che, dopo un ragionevole periodo di prova, avrebbe dato accesso al ruolo di docente universitario. Come ampiamente preannunciato, l’effetto reale della riforma è stato di generare un enorme riserva di personale ad altissime competenze e senza nessuna garanzia. Questi docenti sono costretti a districarsi in una jungla di figure professionali sostenendo una lotta per la sopravvivenza nella quale pochi fortunati riescono a sopravvivere fino al prossimo turno solo a condizioni di eliminare la gran parte della concorrenza.

Il risultato è ovviamente che la vita di una grande fetta dei docenti nelle aule e laboratori italiani è costretta a lavorare sotto la continua minaccia di espulsione, che si realizza necessariamente per una grandissima quota di persone. Oltre all’ingiusto trattamento loro riservato, le stesse istituzioni che sono incentivate a farne uso subiscono nel lungo periodo il prosciugamento di competenze formate e sucessivamente perdute.

La situazione attuale non è più sostenibile. Le organizzazioni riunite nell’intersindacale propongono un incontro il 4 Febbraio a Roma, presso La Sapienza, per discutere delle condizioni del precariato negli atenei e cercare possibili soluzioni. In vista di tale incontro proponiamo di vederci in assemblea

Giovedì 26 gennaio alle ore 13:30, presso l’aula 10, nella sede centrale del Politecnico di Torino

Coordinamento Polito

Elezioni CUN: candidature 2017 della R29A

I prossimi 19-25 gennaio si rinnoverà parte del Consiglio Nazionale Universitario, il CUN, unico organo centrale democratico e rappresentativo di tutte le componenti dell’università. In particolare si voterà per le aree 1, 2, 4, 6, 8, 11 e 14 (vedi QUI per i settori scientifico-disciplinari di ogni area).

Coerentemente con il lavoro di elaborazione di documenti e proposte sull’Università, che svolge ormai da alcuni anni, la Rete29Aprile considera il CUN una istituzione importante in cui contribuire a sviluppare e sostenere l’Università Pubblica, Libera e Aperta, che è l’obiettivo stesso della Rete. Per questo R29A è lieta di diffondere le candidature delle colleghe e dei colleghi sotto indicati, che hanno sottoscritto il documento comune riportato di seguito:

Area 01 – Scienze matematiche e informatiche

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Ricercatore
Ludovico PERNAZZA
Pavia

Area 02 – Scienze fisiche

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Ricercatrice
Alessandra FILABOZZI
Roma, Tor Vergata

Area 06 – Scienze mediche

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Ricercatrice
Manuela DI FRANCO
Roma, La Sapienza

Area 08 – Ingegneria civile ed architettura

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Ricercatrice
Angela Celeste TARAMASSO
Genova

Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

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Ricercatore
Pascal PERILLO
Napoli, Suor Orsola Benincasa

Area 14 – Scienze politiche e sociali

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  Ricercatore
Rocco GIURATO
Calabria

Area 02 – Scienze Fisiche

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Professore Associato
Valerio TRAMUTOLI
Basilicata

Area 08 – Ingegneria civile ed architettura

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Professoressa Associata
Chiara Lucia Maria OCCELLI
Torino, Politecnico

Area 14 – Scienze politiche e sociali

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Professore Associato
Piero GRAGLIA
Milano

Care colleghe, cari colleghi,

dal 19 al 25 gennaio prossimi è previsto il parziale rinnovo del Consiglio Universitario Nazionale per le Aree 01, 02, 04, 06, 08, 11 e 14. Possono votare tutti gli strutturati incardinati nelle varie aree, ciascuno separatamente per un rappresentante del proprio ruolo o della propria fascia nella propria area; per il rappresentante dei ricercatori votano anche i ricercatori a tempo determinato. Ogni ateneo fissa il proprio specifico calendario che può essere anche diversificato per aree CUN differenti (PER SAPERE DOVE E QUANDO VOTARE NELLA VOSTRA SEDE CONSULTATE FIN D’ORA IL LINK  http://elezionicun.miur.it/php5/votazioni.php?pag=VO)

Il CUN è l’unico organo centrale democratico e rappresentativo di tutte le componenti dell’Università; formula pareri e proposte al Ministero ed è tenuto per legge ad esprimersi su tutti gli atti che riguardano il sistema universitario, quali i regolamenti didattici e i passaggi di settore, che hanno quindi un impatto diretto sulla qualità della nostra vita lavorativa. Nonostante la progressiva tendenza che negli ultimi anni ha visto fortemente ridurne il ruolo, questo organo ha svolto una funzione importante sia sul piano “tecnico”, attraverso i suoi pareri, sia su quello “politico” attraverso le sue mozioni. Per tutto ciò riteniamo sia prioritario impegnarsi per garantire che rimanga un interlocutore credibile e competente del Ministero e rafforzare il suo ruolo di organo centrale dell’autonomia universitaria.

In particolar modo, il Consiglio dovrà consolidare i compiti di consulenza del Ministero e programmazione del sistema universitario, con un necessario chiarimento dei rapporti e delle rispettive competenze con l’ANVUR, che ha invece il compito di valutare tale sistema. La Legge 240 e le molte altre norme sull’Università che sono state approvate in questi ultimi anni stanno provocando gravi danni che colpiscono in particolare le fasce più deboli, quelle degli studenti, dei precari e dei ricercatori, che vedono negate le legittime aspirazioni di formazione, inserimento e carriera. Il CUN deve sollevare con forza i temi dell’organico, dell’offerta formativa, del pluralismo scientifico e culturale. Esso deve contrastare il forte ridimensionamento del sistema universitario pubblico in atto, l’avvitamento verticistico della governance degli atenei e la precarizzazione della ricerca, della didattica e dell’area tecnico-amministrativa.

Gli eletti nel CUN, nel rispetto del ruolo dell’organo, si adopereranno affinché attraverso una visione complessiva del sistema nel lungo periodo e un disegno organico, che preveda la ripresa delle assunzioni e delle progressioni di carriera, il riavvio del finanziamento della ricerca, l’introduzione del ruolo unico della docenza e il potenziamento del diritto allo studio, si possa realizzare un sistema universitario adeguato alle necessità di un paese avanzato.

Siamo convinti che i docenti, e in particolare quelli dei ruoli meno riconosciuti, abbiano avuto in questi anni un atteggiamento di grande responsabilità. La Rete29Aprile ha mostrato una capacità di confronto aperto, critico e propositivo sui temi dell’Università. Lungo questa linea intendiamo continuare a lavorare per il futuro. Se non vogliamo rassegnarci al declino delle nostre istituzioni, è indispensabile intervenirvi, non solo per cercare di aumentare significativamente le risorse finanziarie ed umane, ma anche per tentare di correggere la tendenza in atto verso una gestione degli atenei sempre più centralistica. Il CUN non è dunque l’unico luogo del nostro impegno, ma è un luogo importante nel quale essere presenti.

Proprio perché condividiamo la necessità di difendere e migliorare l’università pubblica presentiamo le nostre candidature impegnandoci a lavorare insieme nel CUN, così come nei nostri atenei e nei movimenti che ci hanno visti uniti in questi anni difficili.

Manuela Di Franco, Alessandra Filabozzi, Rocco Giurato, Piero Graglia, Chiara Occelli, Pascal Perillo, Ludovico Pernazza, Angela Celeste Taramasso, Valerio Tramutoli

Candidatura per le elezioni del CUN: Chiara Occelli

Cara collega, caro collega,

come sai, nei giorni tra il 19 e il 25 gennaio 2017 (ogni Sede universitaria sceglierà il giorno più opportuno) sono indette le votazioni per l’elezione dei componenti foto3del Consiglio Universitario Nazionale in rappresentanza della nostra Area Scientifico- Disciplinare – 08/Ingegneria civile e Architettura – che comprende 22 Settori Scientifico-Disciplinari, dall’Idraulica (ICAR/01) all’Estimo (ICAR/22).

Anche a seguito dell’importante e formativa esperienza maturata nel Senato Accademico del Politecnico di Torino in qualità di rappresentante dei Ricercatori per il mandato 2012-2015, ho deciso, accogliendo l’invito di molti colleghi, di presentare la mia candidatura al CUN per il ruolo di Professore Associato.

So bene quanto questa decisione, se dovessi essere eletta, potrà essere onerosa in termini di impegno e di energie, ma so anche che posso contare sin da subito sull’aiuto dei colleghi che, sia dentro, sia fuori dal CUN, si riconoscono nella Rete29Aprile (www.rete29aprile.it) di cui sono uno dei coordinatori sin dal 2010 e spero sinceramente anche sulla tua attiva collaborazione.

Credo infatti fortemente nel ruolo della rappresentanza intesa non soltanto come informazione dall’organo all’Area rappresentata, funzione senza dubbio assai utile e che mi impegno ad assolvere puntualmente, ma anche come tramite delle istanze che dall’Area devono giungere nell’organo: la democrazia senza partecipazione è una ripetizione di vuota ritualità. Proprio in quest’ottica, ritengo che l’attività già iniziata in questi ultimi anni dal CUN, di relazioni costanti con i rappresentati attraverso le loro associazioni debba e possa essere implementata anche attraverso appositi momenti di confronto più allargato da organizzare nelle singole Sedi universitarie. Quello che credo debba essere incentivato ancora, sulla scorta di quanto fatto in questi ultimi anni, infatti, è il ruolo propositivo del CUN che non può nascere se non dal confronto con tutta la comunità accademica.

foto2Il CUN è un organo di rappresentanza del sistema universitario democraticamente eletto: credo che questo fatto debba essere riconosciuto per la sua importanza, consentendo a questo organo di riacquistare, dopo anni di scarsa attenzione quando non di delegittimazione operata a suo carico, quel ruolo di centralità nelle politiche universitarie che merita e che è previsto dal suo statuto istituzionale.

Il CUN, come recita il Regolamento del 24 aprile 2013, “opera per promuovere e perseguire la qualità più alta della ricerca e dell’istruzione superiore”, per “garantire e rafforzare le autonomie degli Atenei, per affermare il diritto degli studenti a un sapere critico e a una formazione adeguata alle necessità della persona, della società e delle professioni”. Concorre, poi, “alle attività di indirizzo e di coordinamento del sistema universitario” esprimendo pareri e avanzando “proposte al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”: se queste sono le sue funzioni, allora il suo peso propositivo e politico non può che discendere dal sostegno e dalla stretta collaborazione che il sistema universitario, attraverso il voto in primo luogo dei propri rappresentanti nell’organo e attraverso i propri organi democratici (e penso ad esempio ai Senati Accademici) sa e saprà esprimere.

Così come sostengo la necessità della partecipazione attiva, credo a un’Università fondata sul principio della collaborazione e non su quello della competizione: la conoscenza può accrescersi solo grazie alla libera espressione e circolazione delle idee e alla condivisione. Non possiamo dimenticare che l’Universitas nasce proprio sulla base di queste premesse.

Pertanto penso che il CUN debba porsi, in prima istanza, come argine alle politiche sull’Università che hanno caratterizzato questi ultimi anni, politiche di incentivazione della guerra di tutti contro tutti, che hanno posto ciascuno di noi in competizione con i propri colleghi, ma anche, drammaticamente, le Università tra loro: quelle del Nord contro quelle del Sud, quelle grandi contro quelle piccole … Inutile dire che sullo sfondo di queste politiche non è distinguibile altro che il sotto finanziamento dell’intero comparto dell’istruzione nel nostro Paese come bene indicano i dati raccolti dai colleghi di Roars (Return On Academic ReSearch).foto1

In questi ultimi anni il CUN ha mostrato la capacità di far sentire la sua voce attraverso pareri e mozioni che vanno nella direzione di contrastare le politiche di cui sopra. Questo ruolo propositivo va incoraggiato e sviluppato. Credo infatti che il CUN debba essere capace di elaborare un paradigma differente, un’idea alternativa di Università; un’Università che, anche dal punto di vista della comunicazione mediatica, possa tornare ad essere un’Istituzione fondamentale per la crescita, prima di tutto della consapevolezza critica dei cittadini che ha il compito di formare.

Sono convinta che tra le Aree rappresentate nel CUN, la nostra incarni perfettamente, tanto nelle sue riflessioni teoriche, quanto nelle sue pratiche, l’idea della collaborazione tra discipline e del rapporto con la società civile, ad esempio su alcuni temi anche drammaticamente strategici per il Paese: basti pensare alla salvaguardia del territorio e del patrimonio culturale. L’Area dell’Ingegneria civile e dell’Architettura, infatti, da sempre pone al suo centro il progetto, con le sue molteplici forme e con i suoi necessari rapporti con i problemi della società. Ritengo quindi che la nostra Area possa portare un contributo importante a questo dibattito per certi versi rifondativo dell’idea di Università all’interno del Consiglio Universitario Nazionale.

Se verrò eletta, questi sono i principi sui quali costruirò tutte le mie azioni.

Restando a tua disposizione per qualsiasi chiarimento e suggerimento, ti saluto cordialmente.

Chiara L.M. Occelli

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