CdA 21 settembre 2016

Visto l’usuale tempestivo resoconto istituzionale della seduta del 21 settembre 2016, aggiungo solo qualche precisazione riguardo l’analisi dell’andamento delle preimmatricolazioni e immatricolazioni per l’a.a. 2016/2017.

Il numero di studenti che sono interessati a studiare nel nostro Ateneo sta continuando ad aumentare negli anni e la selezione diventa sempre più difficile e dolorosa. Fino a qualche anno fa il numero che avevamo fissato come numero di sostenibilità dell’offerta formativa era sufficiente ad accogliere tutti o quasi gli studenti interessati e comunque i pochi studenti esclusi avevano dei punteggi al test così bassi (a volte addirittura negativi) da poter ragionevolmente ritenere molto improbabile per loro il raggiungimento della laurea. Oramai questo non è più vero. Stiamo cominciando a tenere fuori studenti che, in una percentuale significativa, potrebbero arrivare alla laurea. In una situazione che vede il nostro Paese come fanalino di coda, superato anche dalla Turchia, per il numero dei laureati nella popolazione giovane e una grande capacità recettiva dei nostri laureati nei settori lavorativi di competenza, credo sia necessario un approfondimento attento e un’eventuale conseguente rivisitazione delle nostre politiche.

Altrettanto preoccupante è la distribuzione delle scelte dei nostri studenti sui vari corsi di laurea. Ci sono corsi in cui il numero programmato è già stato superato con i soli studenti che ottengono al test il 50% del punteggio totale e altri che invece hanno un numero talmente basso di prime scelte che la maggioranza dei posti saranno riempiti con studenti che non hanno scelto quel corso e che al secondo anno ambiranno comprensibilmente a migrare in altri corsi.

Anche questa secondo dato mi pare preoccupante e necessita di un’analisi approfondita, non tanto del CdA quanto del Senato Accademico, che ha la massima responsabilità della gestione della didattica del nostro Ateneo.

Allego la presentazione con i dati presentati in CdA in modo che ognuno possa farsi un’idea e sia possibile cominciare a ragionare sulle politiche che il cambiamento della situazione ci spingerà comunque a prendere in un futuro oramai prossimo.

Danilo Bazzanella

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