Intervento alla prima assemblea elettorale – 13 settembre 2016

Intervento alla prima assemblea elettorale – 13 settembre 2016


Mi presento: sono Danilo Bazzanella, ricercatore di Analisi Matematica presso il Dipartimento di Scienze Matematiche.

Sono impegnato a livello nazionale nella politica universitaria attraverso l’adesione, come uno dei referenti del Politecnico di Torino, alla Rete29Aprile (http://www.rete29aprile.it) e a livello locale prima come membro del Coordinamento dei Ricercatori e poi del nuovo Coordinamento PoliTo.

Dall’inizio del 2010 ho partecipato alla mobilitazione universitaria contro la riforma proposta dall’allora Ministro Gelmini e contro il progetto di destrutturazione e conseguente affossamento dell’Università pubblica, a carico di un sistema universitario notoriamente e pesantemente già molto sotto finanziato rispetto alle realtà internazionali confrontabili con il nostro paese.

Forte di questa esperienza e dell’impegno attivo nella vita politica dell’Ateneo, mi sono candidato e sono stato eletto nelle elezioni suppletive del Senato Accademico del gennaio del 2011, come rappresentante dei ricercatori.

Nel ruolo di senatore ho partecipato a varie commissioni di lavoro, tra cui la Commissione strategie per la ricerca di Ateneo e la Commissione Regolamento Generale di Ateneo e soprattutto mi sono dedicato alla revisione statutaria e organizzativa che è seguita alla legge di riforma, cercando di evitare le derive dirigistiche permesse dalla nuova legge, sempre con la massima attenzione a tenere alta la capacità di ascolto degli Organi di Governo.

In particolare mi sono battuto per prevedere nello Statuto del nostro Ateneo l’elezione democratica e senza distinzione di fascia dei membri CdA e per evitare di inserire in tutti i nostri regolamenti dei vincoli di appartenenza di fascia che non fossero strettamente previsti dalla legge, nell’ottica di un Politecnico che sappia essere una comunità di pari in cui ognuno possa dare il proprio contributo alla vita e alla crescita dell’Ateneo in base alle proprie competenze personali.

Nel 2013 sono stato eletto nel Consiglio di Amministrazione, con un programma che metteva al centro l’Università Pubblica come sistema coordinato di comunità accademiche e come bene pubblico al servizio dei nostri studenti e della società.

Non posso che giudicare molto positivamente la mia esperienza di questi anni in CdA. La qualità dei risultati ottenuti ovviamente non sta a me giudicarli, lo farà l’Ateneo, ma l’ambiente in cui mi sono trovato a lavorare è stato molto positivo. Avevo un po’ il timore ti trovarmi in un organo litigioso, luogo di scontri degli interessi contrapposti delle varie aree, e invece c’è stata sempre la massima attenzione all’interesse generale dell’Ateneo e alla ricerca di soluzioni equilibrate e il più possibile condivise.

A tale proposito non posso che rattristarmi molto del ritiro della candidatura di Stefano Corgnati, soprattutto per la stima che ho nei suoi confronti e per il ruolo molto positivo da lui avuto nel CdA uscente, ma anche perché Stefano insieme a me era l’unico altro candidato non professore ordinario. A questo punto l’eventualità di avere un CdA fatto di soli docenti ordinari diventa più concreta. Avere il 25% dell’Ateneo che prende il 100% dei posti dei docenti, penso non sarebbe una cosa positiva per l’Ateneo e per il buon funzionamento del CdA. In secondo luogo aumenta anche la possibilità di una distribuzione dei membri del CdA molto poco equilibrata tra le aree.

E’ sicuramente vero che le candidature sono personali e non di area, e tanto meno di fascia, e tutti i candidati una volta eletti devono mettere al centro l’interesse dell’Ateneo e non di una sua parte, ma ritengo anche che uno dei motivi del buon funzionamento del CdA uscente sia stata la sua composizione molto equilibrata sia tra le aree che tra le fasce. Viceversa un CdA dalla composizione molto sbilanciata, e dopo queste elezioni c’è il rischio che lo sia veramente molto, ritengo sarebbe una condizione negativa per le possibilità di avere un organo capace di ascolto e di soluzioni equilibrate, come ha dimostrato essere possibile quello uscente.

Rimango comunque convinto della correttezza della nostra scelta di sostenete a suo tempo l’elezione diretta dei componenti interni del CdA e mantengo la massima fiducia nel sistema democratico e nella maturità e consapevolezza di tutti i colleghi che andando a votare, mi auguro molto numerosi, lo faranno in modo da scongiurare situazioni di possibile difficoltà per l’Ateneo.

Danilo Bazzanella

 

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