Comunicato del Coordinamento PoliTo – 5 luglio 2016

Comunicato del Coordinamento PoliTo – 5 luglio 2016

Cari colleghi,
martedì scorso si è svolta una Conferenza di Ateneo sui temi della ricerca particolarmente incentrata sull’iniziativa dei Centri interdipartimentali. Nei diversi interventi sono emerse alcune questioni che condividiamo e che vorremmo riprendere.

I Project Manager dei 5 Centri individuati con modalità top down dovranno avere il compito di organizzare il progetto del Centro sulla base del coinvolgimento il più possibile inclusivo delle competenze necessarie presenti nell’Ateneo. Purtroppo la designazione dei Project Manager da parte del Rettore, prevista per il 15 giugno, non è avvenuta neppure in tempo per la Conferenza di Ateneo, facendoci perdere un’importante occasione di discussione pubblica sulle motivazioni della scelta dei Project Manager e sul taglio che potrebbero avere i primi 5 centri individuati. A riguardo di questa scelta, pensiamo inoltre che sia opportuno evitare la nomina di colleghi già impegnati in incarichi istituzionali altrettanto importanti anche per non creare concentrazioni di ruoli decisionali. Come ha dichiarato il Rettore, poi, i progetti dovranno essere presentati in una seduta pubblica finalizzata alla loro discussione e ad un ulteriore coinvolgimento e quindi ci auguriamo che comunque la procedura possa mantenere la doverosa trasparenza e la possibilità di aggregazione sia tenuta nella massima considerazione.

Per quanto riguarda la modalità bottom up è stata chiesta l’istituzione di una piattaforma informatica, sul modello di quelle già in uso per i progetti europei, che possa permettere a tutti i ricercatori dell’Ateneo di proporre le proprie idee e di sollecitare il coinvolgimento delle competenze necessarie per svilupparle in un progetto condiviso e realmente interdipartimentale. Tale piattaforma costituirebbe anche un utile strumento di controllo dei criteri di scelta dei progetti selezionati. Auspichiamo quindi che questa proposta sia presa in seria considerazione come è stato promesso e che sia approntata in tempi utili.

Un ulteriore e fondamentale tema emerso negli interventi riguarda la valutazione degli esiti dei Centri e la necessità di non ripetere gli errori del passato quando sono state sviluppate iniziative onerose per l’Ateneo ma che non sono mai state sottoposte ad una seria verifica costi/benefici. Chiediamo a questo proposito che le regole della valutazione ex-post dei risultati siano definite prima della formulazione dei progetti in modo tale che i proponenti siano resi consapevoli delle responsabilità che avranno nel gestire risorse pubbliche di questa dimensione.

Infine vorremmo sottolineare che, pur rallegrandoci per gli ingenti investimenti che l’Ateneo intende attivare sul fronte della ricerca, troviamo incongruo che altrettante attenzione non venga rivolta al fronte della didattica. Durante il suo intervento introduttivo il Rettore ha ribadito che l’Ateneo gode di una buona disponibilità di spesa, anche grazie ai risparmi imposti dal blocco del turn over e degli scatti stipendiali. Crediamo quindi che parte di queste risorse debbano essere impiegate per dare risposte ai nostri studenti – che contribuiscono con le loro tasse e con il loro numero a formare quelle stesse risorse- sul tema della qualità della didattica. In particolare pensiamo che in un Ateneo “politecnico” che dichiara nel proprio piano strategico la necessità di orientare la propria didattica al problem solving, alle attività di laboratorio e più in generale al progetto inteso nella sua accezione più larga, la situazione attuale del rapporto docente/studente costituisca una delle maggiori contraddizioni. Pensando alle esercitazioni degli insegnamenti delle materie di base, agli insegnamenti nei quali lo studente dovrebbe essere seguito personalmente per sviluppare un proprio progetto, fino agli insegnamenti basati sulle attività di laboratorio, è evidente a tutti come i numeri siano insostenibili e la didattica del problem solving rischi di diventare un mero slogan senza una reale applicazione. Questo quadro era peraltro emerso anche dal lavoro della Commissione Offerta Formativa del passato Senato Accademico che aveva indicato come necessario un ripensamento dell’offerta formativa, riconoscendo la specificità degli insegnamenti a maggior indirizzo progettuale o sperimentale, individuando, per tali insegnamenti, modalità di gestione che consentano la copresenza di più docenza in aula e lo sdoppiamento degli insegnamenti o delle esercitazioni e delle attività laboratoriali per favorire l’accesso degli studenti ai laboratori e alle strutture di ricerca.

Infine riteniamo che sarebbe molto importante investire e sperimentare sul miglioramento delle modalità della nostra didattica, prevedendo per esempio un servizio per la formazione alla didattica per i nuovi docenti e di aggiornamento a disposizione di tutti, incentivando anche le attività di ricerca dei nostri docenti sulle forme innovative di didattica.

Per questi motivi chiediamo ai vertici dell’Ateneo di varare un forte piano di investimento in risorse che possano contribuire significativamente a migliorare la qualità della nostra didattica, tenendo sempre in grande considerazione le peculiarità delle diverse aree e dei diversi insegnamenti.

Un saluto cordiale a tutti.

Coordinamento PoliTo
https://coordinamentopolito.wordpress.com/

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