CdA 29 giugno 2016

Visto il puntuale ed esaustivo resoconto istituzionale aggiungo solo alcune precisazioni.

Didattica complementare
Dopo anni che sosteniamo negli Organi di Governo e nell’Ateneo l’importanza del nostro ruolo didattico, che purtroppo sempre meno viene considerato e valorizzato per lo meno a livello ministeriale e governativo, il CdA ha dato finalmente un segnale di riconoscimento concreto a chi si spende e si impegna in una attività così importante per la nostra Istituzione e per i nostri studenti. E non è un segnale da poco. Il pagamento della didattica complementare per gli strutturati è passato da 41,45 euro di lordo docente all’ora a 75 euro. E’ difficile quantificare il nuovo pagamento netto perché dipende dal reddito del docente e dal conseguente livello di tassazione, ma comunque sarà finalmente una cifra dignitosa (superiore a 40 euro netti all’ora per i più giovani e poco meno per i docenti di reddito maggiore). Non posso che essere felice del risultato ottenuto e sperare che sia solo un primo passo nella direzione di una maggiore attenzione alla didattica, che speriamo possa essere accompagnato da futuri investimenti anche riguardo la formazione e l’aggiornamento delle competenze didattiche, come proposto nell’ultimo comunicato del Coordinamento.

Da notare che questo significativo aumento del pagamento della didattica complementare ha un effetto molto forte anche su un altro fronte della nostra azione: il maggiore riconoscimento e la valorizzazione dell’impegno nelle attività gestionali e organizzative. Ricordo a tutti che l’attività istituzionale viene riconosciuta con uno sgravio sulla didattica e nel momento in cui il docente decide invece di sostenere ugualmente il suo usuale carico didattico viene monetizzata con il valore orario della didattica complementare. Lo sgravio, per esempio di 20 ore, nel caso il docente non intenda utilizzarlo per fare meno didattica, valeva quindi fino ad ora un compenso (una sorta di piccola indennità) di 20×41,45 = 829 euro lordi, che da oggi passa a 20×75 = 1.500 euro lordi. Anche questo risultato lo considero come un passo nella giusta direzione, nella speranza che si possa in futuro aumentare il numero degli incarichi impegnativi a cui riconoscere in qualche modo un riconoscimento. Rimango convinto che sia ragionevole che una certa normale attività gestionale e organizzativa faccia parte del nostro lavoro e non necessiti quindi di essere pagata a parte, ma penso esistano anche alcuni incarichi talmente impegnativi da meritare un piccolo incentivo. Sono arrivato a questa convinzione anche perché siamo in una situazione veramente complessa da gestire: da una parte l’attività gestionale e organizzativa è un obbligo per l’Ateneo (pena il blocco totale del suo funzionamento), ma è invece un’attività volontaria per il singolo, non esistendo norme che prevedano una attività minima da prestare come capita per la didattica. Non abbiamo quindi alternativa a basare il buon funzionamento del nostro Ateneo sul volontariato dei più disponibili, ma credo che almeno un piccolo segnale di riconoscimento a chi si spende in tal senso sia opportuno mantenerlo.

Quanto detto vale per gli incarichi istituzionali a livello di Ateneo (che sono gli unici che prevedono uno sgravio della didattica). Per quanto riguarda il sempre crescente impegno gestionale e organizzativo a livello di Dipartimento, che oramai porta via una parte notevole del nostro tempo lavorativo, servirà invece uno strumento diverso e ne parlerò subito sotto nel proseguo del resoconto.

Starting grant per RTD
Il CdA ha deliberato uno starting grant di 15.000 euro per i nuovi RTD (a o b che siano). E’ stato precisato che tale finanziamento una tantum a inizio contratto potrà essere utilizzato per l’acquisito di hardware, attrezzature scientifiche o per la partecipazione a convegni. Non saranno ammissibili costi di personale o finanziamento di borse. Per gli RTD già in servizio è previsto un finanziamento proporzionale alla parte di contratto ancora da svolgere.

Nuovo FFD
Forse sapete che già da ora, ma in modo completo entro il 2016, tutti i costi di funzionamento dei Dipartimenti saranno presi in carico direttamente dall’Ateneo e quindi il relativo FFD (Fondo di funzionamento del Dipartimento) non avrebbe più ragione di essere. Il CdA ha però deciso di mantenere ugualmente il relativo investimento di 2.5 milioni di euro in due modi:

– attribuzione di 1.000 euro a ogni professore e ricercatore di ruolo in servizio in ciascun dipartimento (per un totale di circa 765.000 euro) da utilizzare per l’acquisito di hardware, attrezzature scientifiche o per la partecipazione a convegni. Non posso che rallegrami per questo risultato che corrisponde, se non nella dimensione almeno nella logica, con la proposta fatta dal Coordinamento nel comunicato del 25 maggio scorso;

– ripartizione della restante quota secondo l’attuale modello di finanziamento del FFD da destinare a:
• Acquisto attrezzature
• Attività di ricerca
• Attribuzione di fondi di ricerca ai docenti del Dipartimento che svolgono all’interno del Dipartimento incarichi particolarmente impegnativi nell’ottica della valorizzazione delle attività gestionali e organizzative svolte dal personale docente.

Questo ultimo punto va a coprire il riconoscimento delle attività gestionali e organizzative a livello di Dipartimento, che come scrivevo in precedenza per ora erano riconosciute solo per le attività istituzionali a livello di Ateneo.

Non saranno ammissibili costi di personale o finanziamento di borse. In sostanza di tratta di un nuovo investimento di 2.5 milioni sui Dipartimenti, che in piccola parte viene destinato ai singoli strutturati e in gran parte rimane nella disponibilità e sotto al responsabilità dei Dipartimenti.

Una disponibilità di 1.000 euro è sicuramente molto limitata. Purtroppo i miei tentativi di aumentarla non sono per ora andati a buon fine non avendo trovato su questo tema adeguati consensi nel CdA. Nessuno comunque vieta a un Dipartimento di investire una parte della propria nuova disponibilità per aumentare i 1.000 euro a testa per strutturato per rendere l’investimento più significativo.

Anche questo intervento lo considero come un’iniziativa nella giusta direzione, ma credo si possa fare di più prevedendo un investimento maggiore, soprattutto riguardo la quota fissa per ogni strutturato. Se l’idea è di dare a tutti una minima disponibilità per portare avanti dignitosamente il proprio lavoro, a mio parere 1.000 euro all’anno non può essere considerata una cifra congrua.

Una questione che ritengo molto importante, e sulla quale ho già cominciato a lavorare nel CdA, è la modalità con la quale il nuovo FFD verrà utilizzato. Sono convinto che il tutto debba avvenire in modo massimamente trasparente e condiviso e quindi proporrò che ogni Consiglio di Dipartimento predisponga un apposito regolamento di Dipartimento al riguardo, che deve poi essere approvato dal Senato Accademico, in analogia a quanto previsto per il regolamento di Dipartimento, del quale sostanzialmente è una integrazione.

Iniziative di welfare studentesco
In questo ultimo anno, anche a causa delle nuove regole ISEE, la tassazione studentesca è notevolmente aumentata e l’incassato è passato da circa 26 milioni a oltre 31. Non è del tutto banale distinguere l’effetto della nuova ISEE dal concomitante aumento degli studenti e da altri effetti secondari e quindi è difficile dire con precisione in quanto consista l’extragettito dovuto alla riforma. Ben consci che comunque, per le insensate regole ministeriali, un abbassamento delle tasse avrebbe un effetto penalizzante sul FFO e sulla distribuzione ministeriale del turnover delle risorse umane all’Ateneo, il CdA si è orientato a cercare per ora di andare incontro alle famiglie già colpite dalla persistente crisi economica, valutando una iniziativa di rimborso delle spese sostenute dagli studenti per l’utilizzo del trasporto pubblico, con la doppia valenza di alleggerimento economico e di educazione a una mobilità sostenibile. E’ stato dato mandato al Green Team di redigere un progetto complessivo sul tema e di presentarlo al CdA per la delibera che renda l’investimento operativo già per il prossimo anno accademico. Mi auguro che seguiranno altre iniziative di welfare studentesco e ho già dato la mia disponibilità agli studenti a valutarne e sostenerne altre insieme.

Come sempre rimango a disposizione per chiarimenti e per raccogliere proposte su questi e su altri temi di vostro interesse.

Danilo Bazzanella

Regolamento su “criteri e parametri” per la nuova ASN

Decreto Ministeriale 7 giugno 2016 n. 120 – Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, nonché le modalità di accertamento della qualificazione dei Commissari, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modifiche, e degli articoli 4 e 6, commi 4 e 5, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95.