CdA 30 marzo 2016

A seguito del puntuale resoconto istituzionale aggiungo solo alcuni approfondimenti.

Nel resoconto istituzionale si fa riferimento a “un’analisi in merito al reclutamento dei Ricercatori TD già oggetto di discussione in Senato Accademico”. Vorrei precisare che la presentazione in CdA è stata fatta dal collega AdR Federico Caviggioli e che sono a disposizione le slide della presentazione, che contengono dati molto interessanti e proposte, a mio parere, da tenere in attenta considerazione.

Vorrei aggiungere infine qualche informazione, molto schematica, sulla discussione riguardo ai Centri interdipartimentali.

Obiettivi dei Centri interdipartimentali: sostenere la nostra ricerca in un momento di crollo degli investimenti, favorire la ricerca trasversale, aumentare la visibilità verso l’esterno della nostra ricerca, fornire un’adeguata dotazione di laboratori con attrezzature costose, sostenere la nostra ricerca più avanzata…

Per creare i centri, l’idea è quella di mescolare il metodo top/down con il bottom/up, cercando di evitare per quanto possibile i più gravi difetti di entrambi. Inizialmente il CdA (in modalità quindi top/down) sceglierà alcuni grandi e trasversali temi e poi si chiederà (bottom/up) ai docenti di aggregarsi e fare proposte per un progetto di centro.

Vista la variabilità delle situazioni (numerosità delle possibili persone coinvolte, ricerca già consolidata o più di frontiera…) si pensa a due tipologie di centri:
– «Consolidator»: relativi a tecnologie sulle quali è già ben avviata l’attività di ricerca nel nostro Ateneo;
– «Explorator»: relativi a temi di ricerca per i quali ad oggi esistono competenze di base ma che necessitano di tempo e lavoro per essere meglio sviluppati (sono finanziati con cifre inferiori dei «Consolidator»).

I centri devono avere un piano di investimento per il personale necessario alla gestione e l’utilizzo ottimale degli investimenti e devono prevedere l’individuazione del personale strutturato (compresi PTA) coinvolto e che dedichi almeno 50% del proprio tempo di ricerca.

I proponenti si devono impegnare a cofinanziare le attività del centro con tutti i fondi acquisiti a vario titolo su quel tema. Devono essere formalizzate collaborazioni con istituzioni / imprese / enti di ricerca di indubbia reputazione internazionale nello svolgimento delle attività di ricerca.

Ogni centro deve avere un comitato guida e un comitato scientifico. Il comitato guida deve fornire annualmente la descrizione dei risultati scientifici e tecnologici, il rendiconto dell’utilizzo delle risorse e del cofinanziamento apportato, richieste / piani di sviluppo… Il comitato scientifico (esterno) ha ruolo di review delle attività e revisione della pianificazione delle attività di ricerca.

CdA definisce le regole, seleziona i temi e nomina un apposito Comitato (composto anche di esterni) che valuterà nel merito i progetti di possibili centri. Il CdA in seguito approva i progetti e il relativo budget sulla base delle indicazioni del Comitato.

Abbiamo condiviso in CdA che uno dei temi più delicati, oltre a quello ovvio della scelta dei temi, è la gestione amministrativa che si intende dare ai centri. Avranno autonomia di spesa? Avranno personale proprio? Per arrivare a una proposta sui possibili temi e sulle possibili modalità organizzative è stata formata una apposita commissione composta dai docenti del CdA, coordinata dal vicerettore Paolucci, con la collaborazione del DG per quanto riguarda le modalità organizzative.

In CdA è stata anche posta da più interventi la questione dell’ascolto dell’Ateneo, non solo nella figura dei Direttori di Dipartimento, nella formulazione dei temi su cui creare i Centri. Immagino che la suddetta commissione di CdA proporrà anche delle modalità per implementare la dichiarata volontà di ascolto.

Infine più interventi hanno posto l’attenzione al necessario reperimento di spazi necessari per l’attività dei Centri, anche valutando l’utilizzo dello spazio del parcheggio di Corso Einaudi e delle OGR, senza dimenticare una ricognizione degli spazi dismessi o sottoutilizzati all’interno dell’Ateneo.

Vista l’urgenza di procedere con i bandi per i concorsi 2016 e l’impossibilità di deliberare subito la programmazione, appena approvata dai Dipartimenti, si è deciso per una seduta straordinaria di CdA completamente dedicata alla programmazione per l’8 aprile. Come sempre rimango a disposizione per chiarimenti e suggerimenti.

Danilo Bazzanella

Lettera contro la VQR firmata da 95 docenti del Politecnico di Torino

Al Magnifico Rettore del Politecnico di Torino
Prof. Marco Gilli

e p.c.

ai Direttori dei Dipartimenti

I sottoscritti, pur dichiarandosi assolutamente favorevoli al principio della valutazione della ricerca, ma ritenendo la procedura VQR, nelle sue attuali modalità di applicazione, un processo profondamente errato, inutile ai fini valutativi e sostanzialmente dannoso per l’utilizzo improprio delle sue conclusioni;

auspicando che nel futuro vengano adottati sistemi valutativi condivisi, più efficaci e coerenti con gli interessi della nostra Istituzione;

ritenendo inaccettabile il blocco degli scatti stipendiali, che ha gravemente colpito la docenza universitaria nella sua dignità, prima ancora che sul piano economico, e chiedendo con forza il reintegro degli scatti persi nel periodo di blocco, anche ai fini previdenziali, così come richiesto dal CUN nell’adunanza del 3 febbraio 2016 (vedi https://www.cun.it/homepage/evidenza/il-valore-del-lavorointellettuale- e-della-ricerca-scientifica/)

comunicano 

che aderiranno a una delle forme di protesta attualmente in essere nei diversi Atenei italiani in relazione alla VQR 2011-2014.

Cordiali saluti.

Torino, 26 febbraio 2016

Seguono firme

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