CdA 18 e 29 gennaio 2016

Visto i puntuali resoconti istituzionali mi limito ad aggiungere solo alcuni approfondimenti su singole questioni.

Piano straordinario RTDa
Come probabilmente sapete, la legge di stabilità ha eliminato l’anomalia di utilizzare POM per attivare contratti a termine da RTDa (i contratti a termine dei PTA già non necessitavano di POM). Questo cambiamento normativo ha messo il nostro Ateneo davanti a due possibilità:
– confermare la programmazione 2014-18 già deliberata che prevede un numero molto limitato di RTDa (40 nei prossimi 3 anni);
– investire soldi di bilancio per aumentare il numero degli RTDa in programmazione.

Il lato positivo della programmazione approvata era di fare un numero talmente limitato di RTDa da poter assicurare a tutti un concorso da RTDb nel proprio settore di riferimento. Per contro il numero molto basso di contratti implicava la conseguenza di espellere in tempi brevi dal sistema universitario una parte grandissima degli attuali ricercatori non strutturati. Ovviamente la seconda possibilità ha i pregi/difetti scambiati.

Il CdA ha deciso all’unanimità di aumentare il numero degli RTDa in programmazione. I motivi che personalmente mi hanno spinto ad approvare questa decisione, pur con tutti i dubbi legati ai rischi che questa scelta introduce, sono molto schematicamente i seguenti:

– Non molti anni fa avevamo circa 850 docenti strutturati e oltre 900 AdR e oggi siamo circa 750 con meno di 500 non strutturati (AdR+RTD), con un calo in totale di oltre 500 unità (-28%, con ben -45% di non strutturati). Se, come prevedibile, il calo del numero degli AdR continuerà anche nei prossimi anni, i contratti da RTDa appaiono come l’unico modo per arginare il crollo del personale impegnato in attività di ricerca. In sostanza non si prevede nei prossimi anni un aumento del precariato ma la trasformazione della sua composizione: da “tanti” AdR e “pochissimi” RTD di adesso si andrà verso una situazione più equilibrata tra le due figure. Si tratta sempre di contratti a tempo definito, ma gli RTD sono più stabili e prevedono il pagamento dei contributi, e soprattutto prevedono una gestione meno personalistica di quella degli AdR e quindi maggiormente sotto il controllo dell’Ateneo;

– Mettendo sotto la responsabilità diretta dell’Ateneo una parte significativa dei contratti a tempo, si potranno prevedere varie iniziative per rendere più trasparenti le reali prospettive di carriera e per trovare degli sbocchi diversi per chi non avrà la possibilità di entrare al Politecnico. A tale proposito sono state già state stabilite alcune linee di intervento:

  • la commissione di CdA che monitora gli AdR è stata investita della responsabilità di estendere la propria attenzione anche agli RTD;
  • è stata decisa la preparazione di un sito che oltre a mettere pubblicamente a disposizione di tutti le informazioni sulle regole e la programmazione di Ateneo, permetterà di far conoscere anche la programmazione e le politiche dei Dipartimenti;
  • una parte dei posti da RTDa sarà riservata a “giovani” (non più di 2/3 anni dal dottorato), inizialmente in una percentuale non troppo elevata, per tenere conto delle professionalità presenti in Ateneo, ma in prospettiva crescente;
  • si predisporrà un progetto organico con il sistema industriale con particolare riferimento agli accordi di partnership e potenziamento del servizio di placement di Ateneo per agevolare e promuovere la collocazione degli RTDa al di fuori dell’Accademia;

– Facendo subito un maggiore numero di RTDa si prepara il terreno per poter avere negli anni a venire la disponibilità di persone in grado di essere assunti come RTDb. Si spera che negli anni a venire il turnover possa ritornare al 100% (e visto la concomitanza al Politecnico di un calo del 20% dei docenti con il raddoppio degli studenti, magari anche di più). Già oggi in molti settori non ci sono persone che soddisfano le (poco sensate) condizioni di legge per partecipare a un concorso da RTDb e in mancanza di un congruo numero di RTDa questa situazione non potrà che peggiorare nel futuro.

Nella seduta di CdA ho messo in evidenza quelle che a mio parere sono le attenzioni che dovrà avere l’Ateneo per evitare che questo aggiornamento della programmazione possa avere più effetti negativi che positivi:

– Facendo nel 2016 un numero significativo di RTDa, e eventualmente proseguendo negli anni seguenti dopo un attento monitoraggio, nel 2019 e anni seguenti si avrà la possibilità di passare finalmente a una nuova fase di assunzioni (è essenzialmente dal 2011 che non assumiamo) e quindi serviranno le relative risorse. Ovviamente un grande investimento a quel punto sarà assolutamente necessario e anche se non può essere messo nell’attuale programmazione, che arriva solo fino al 2018, nella programmazione triennale dei prossimi anni auspico che ci sarà la massima attenzione a investire le necessarie risorse;

– E’ necessario monitorare e adattare la programmazione degli RTDa in base alle più che probabili modifiche delle condizioni al contorno, facendo un grande investimento nelle iniziative di trasparenza e di accompagnamento deliberate dal CdA;

– E’ necessario stabilire una chiara policy di Ateneo in modo da assicurarci che il ruolo didattico degli RTDa possa andare in aggiunta alle attuali risorse umane, già molto ridotte, e non in sostituzione. Il rischio che un numero consistente di RTDa possa di fatto andare a sostituire il ruolo didattico degli RTI è assolutamente da evitare per non sprecare uno dei principali effetti positivi che potrebbe avere tutta l’operazione. Escludere o ridurre a un ruolo didattico esclusivamente di supporto i nostri RTI, vista la loro esperienza ed età media, non potrebbe che avere effetti demotivanti sulla categoria, oltre a risultare uno spreco ingiustificabile delle competenze presenti nel nostro Ateneo. Molto positiva in questo senso è l’indicazione che ha dato il CdA sul ruolo degli RTDa, che dovrà essere molto mirato allo sdoppiamento delle esercitazioni e dei laboratori e all’assistenza nei corsi progettuali. In vista del notevole cambiamento della struttura del nostro corpo docente, credo sarebbe bene rivedere in modo globale la modalità per l’assegnazione del carico didattico, in modo da valorizzare al massimo le nostre risorse umane, mettendo in primo piano la qualità del servizio per i nostri studenti e non limitandosi semplicemente alla mera riduzione dei costi.

Completamento programmazione 2014-18
L’effetto più vistoso dell’eliminazione dell’obbligo di usare i POM per attivare contratti da RTDa è naturalmente che non ci saranno più POM inutilizzabili (non spesi, perché comunque a fine contratto i POM ritornavano, ma di fatto risultavano immobilizzati). Per questo si rendono disponibili nuove risorse, con la necessità di rivedere la programmazione 2014-18 e di prevedere una nuova distribuzione ai Dipartimenti.

I Dipartimenti riceveranno nelle prossime settimane una dispobilità in POM, con la quale potranno fare delle proposte di programmazione relative a posizioni da RTDb, PA o PO, seguendo le linee indicate dal CdA. Tali linee prevedono di privilegiare i posti da PA nei settori dove ci sono ancora degli RTI abilitati (si prevede nel 2016 di dare l’opportunità di promozione a tutti gli RTI abilitati), continuano a prevedere il vincolo di bandire almeno una posizione da RTDb per ogni posizione da PO e chiedono di tenere nel dovuto conto le esigenze didattiche dei settori in cui bandire. A breve sarà diffusa l’usuale nota del rettore con le specifiche precise della delibera del CdA.

Il completamento della programmazione 2014-18 sarà approvato in una delle prossime sedute del CdA, tenendo conto delle proposte dei Dipartimenti.

Numero programmato e sostenibilità
La Commissione mista SA/CdA si è riunita due volte, ma non avendo avuto a disposizione tutti i dati necessari non ha per ora potuto completare l’istruttoria sulla sostenibilità della didattica (dal punto di vista delle risorse umane e di aule) e si è limitata a fare una proposta per il numero programmato per il prossimo anno accademico: per l’Ingegneria 4.500 e per l’area dell’Architettura di 835 (500 Architettura, 250 Design e 85 Pianificazione). Nei prossimi mesi la commissione dovrà affrontare la sostenibilità per gli anni a venire e le conseguenti iniziative da prendere.

Sgravio/bonus per l’attività organizzativa e gestionale degli RTI
Non avendo gli RTI un carico didattico minimo istituzionale non era chiarissimo come gestire lo sgravio per gli impegni istituzionali e organizzativi (CdA, SA, referente CdS, Coordinatori SDSS…), non essendo possibile ridurre un carico nullo. Il CdA ha deliberato, in conformità con il nostro Piano Strategico, di voler riconoscere e valorizzare le attività gestionali e organizzative sostenute dal personale docente e di conseguenza di trasformare i relativi sgravi in bonus che verranno quindi riconosciuti in modo indipendente dall’attività didattica (e per questo non risulteranno in futuro nella tabella di riepilogo delle attività didattiche annuali pubblicata sul portale della didattica). Tale delibera era già stata presa per l’anno accademico 2014/15 in una delle sedute del CdA dello scorso anno e ora il CdA ha deliberato che tale riconoscimento sia continuativo per gli anni a venire.

Danilo Bazzanella