Comunicato Coordinamento PoliTo

LogoPoliToCari colleghi,
come sapete, negli Atenei italiani si è ormai diffusa una protesta avviatasi contro il blocco degli scatti stipendiali e caratterizzata dalla minaccia di astensione dalla prossima VQR. Numerose ormai sono le prese di posizione di Dipartimenti e di Senati Accademici e anche il CUN nella sua Mozione del 11‐11‐15 ha “raccomandato” al Ministro di valutare “con attenzione la possibilità di sospendere le procedure della stessa VQR in accordo con le osservazioni che la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane avanza dallo scorso luglio”. A fronte di questa situazione di disagio molte organizzazioni universitarie, tra cui la Rete 29Aprile, hanno ritenuto importante non limitare il tema della protesta alla sola rivendicazione – pur assolutamente legittima – relativa agli scatti stipendiali ma hanno cercato di puntare l’attenzione sull’intero spettro di sofferenze che da anni ormai stanno minando le fondamenta dell’Università pubblica. Citiamo a tal proposito il recentissimo documento dell’Intersindacale*: “Nell’Università italiana si riduce drammaticamente il numero degli studenti e dei laureati, si demolisce il diritto allo studio, aumentano i precari e diminuiscono i docenti di ruolo, si peggiorano le condizioni per lo svolgimento dell’attività didattica e di ricerca dei docenti ai quali viene negato il giusto riconoscimento retributivo, non si rinnova il contratto al personale tecnico‐amministrativo”. L’idea che muove questo più ampio orizzonte della protesta è che l’Università può esistere solo se i diversi soggetti che la vivono ‐ studenti, personale tecnico amministrativo, docenti strutturati e non – collaborano tra loro in un clima di solidarietà e possono quindi insieme pensare a come migliorare questa fondamentale componente della vita del Paese, contrastando la logica del “tutti contro tutti” innestata dalle politiche finora adottate. Questa idea è ora maturata e negli Atenei italiani molti dei documenti che sono stati votati vanno in questa direzione. Nel Senato Accademico del nostro Ateneo, sulla scorta di un’Assemblea organizzata dai rappresentanti eletti negli Organi di Governo, è stata avviata una discussione in merito all’inquadramento delle posizioni del Politecnico nell’ambito delle prospettive del sistema universitario nazionale” (dal “Resoconto” della seduta del Senato del 9‐11‐15). Come Coordinamento PoliTo speriamo vivamente che questa discussione si concluda con un documento rivolto al Ministro e al Governo, così come hanno fatto altri Senati Accademici (ultimo tra questi Il Senato della Federico II di Napoli il cui Rettore è anche Presidente della CRUI). In vista di questo obiettivo ci permettiamo di fornire un nostro contributo alla discussione e al documento che da essa potrebbe nascere. Di seguito elenchiamo succintamente i provvedimenti che a nostro avviso andrebbero presi con urgenza per modificare la drammatica situazione in cui siamo immersi.

  • Per gli studenti è necessario un intervento consistente sul diritto allo studio che preveda un aumento della numerosità e degli importi delle borse di studio, rivedendo con attenzione le possibili distorsioni prodotte dal nuovo ISEE.
  • Per il personale non strutturato è necessario sia lo sblocco del turnover con l’attivazione di un piano straordinario pluriennale per il reclutamento di RTDb, sia l’istituzione di un’unica figura pre‐ruolo in tenure‐track, che sostituisca le troppe figure precarie attualmente previste e permetta di semplificare il sistema dando reali garanzie a coloro che intendono intraprendere la carriera accademica.
  • Per il personale docente e ricercatore è necessario sia lo sblocco della progressione stipendiale e il recupero, ai fini legali, degli anni di blocco, sia una riforma complessiva dello stato giuridico della docenza, che preveda di distinguere in modo netto tra reclutamento e progressioni di carriera sulla base rigorose valutazioni personali.
  • Per i Ricercatori a tempo indeterminato è necessario porre fine all’anomalia di un corpo docente composto per il 36% da ricercatori RTI a cui viene ancora negato il ruolo docente. ‐ Per il personale tecnico‐amministrativo è necessario il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro (scaduto dal 2009).
  • Per tutti noi è necessario un sistema di valutazione che, contrariamente a quello attuale, sappia essere uno strumento di crescita e che incentivi la cooperazione tra i ricercatori e tenga conto dell’insieme degli obiettivi formativi, di creazione e diffusione della cultura della nostra comunità accademica.
  • Per tutti noi è infine necessaria l’inversione della tendenza alla progressiva riduzione del fondo di finanziamento ordinario.

Poiché riteniamo che tutte queste azioni siano imprescindibili per rilanciare l’Università in una prospettiva di solidarietà tra i vari soggetti che la compongono, pensiamo che esse vadano sollecitate contemporaneamente, senza favorire l’una o l’altra componente.

Crediamo infine che sia oggi fondamentale avanzare queste richieste guardando con responsabilità non solo al nostro Ateneo ma al bene dell’intera l’Università pubblica. Sappiamo infatti che la logica della competizione non può che portare ad una distruzione complessiva del sistema al quale anche noi apparteniamo, travolgendo indistintamente vincitori e vinti. Un saluto cordiale a tutti.

Torino, 20.11.2015

Il Coordinamento PoliTO

*L’Intersindacale riunisce: ADI, ANDU, ARTeD, CIPUR, CISL‐Università, CNRU, CNU, COBAS‐Pubblico Impiego, CONFSAL‐CISAPUNI‐SNALS, CoNPAss, CRNSU, CSA‐CISAL Università, Federazione UGL Università, FLC‐CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS‐Docenti, UDU, UIL RUA, USBPubblico Impiego.

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