CLAUDIA DE GIORGI: Candidatura a rappresentante dei professori associati in Senato Accademico

 CLAUDIA DE GIORGIFoto_claudia

Candidatura a rappresentante dei professori associati in Senato Accademico

Architetto e designer, nata nel 1968 e laureata nel 1993 al Politecnico di Torino, dal 2004 sono stata ricercatore e dal 2014 professore associato di disegno industriale. Svolgo attività di ricerca e didattica presso il DAD – Dipartimento di Architettura e Design, occupandomi con approccio multidisciplinare di tematiche inerenti il design per i sistemi produttivi locali e la cultura dei materiali per il design, che nel 2013 mi sono avvalse la Menzione d’Onore del Compasso d’Oro ADI per un’operazione di ricerca e didattica congiunte. Sono responsabile scientifico di ricerche internazionali su bandi competitivi e di numerose convenzioni con enti e aziende del territorio, nonché dell’archivio MATto_materiali per il design (www.polito.it/matto.it), aperto dal 2010 a consulenze gratuite alle aziende di Camera di commercio di Torino. Vice coordinatore del Collegio di Design dal 2012, sono stata membro dei gruppi di lavoro AiQ Assicurazione Interna Qualità e AVA-SUA ANVUR; sono inoltre idonea all’iscrizione all’Albo degli Esperti Disciplinari per la valutazione dei CdS.


perché mi candido

 Mi candido al Senato Accademico per essere utile all’ateneo portando la mia personale esperienza nella direzione e gestione della didattica e della ricerca, nonché nella valutazione della didattica. Credendo nei principi di trasparenza, democrazia e partecipazione, penso che l’azione di governo vada esercitata nella prospettiva del ruolo unico della docenza universitaria.


la qualità della didattica e della ricerca

Dopo questi primi tre anni di necessaria messa a punto di Regolamenti, il Senato avrà il compito di dare precisi indirizzi culturali all’Ateneo secondo strategie di medio e lungo termine e, oltre a considerare la situazione contingente, potrà raccogliere la sfida del cambiamento che stiamo vivendo per proporre nuove direzioni con sensibilità e apertura al confronto. Nella didattica, ritengo che sarebbe utile mettere a fuoco direzioni che, guardando ai contenuti e alle nostre talvolta difficoltose modalità di lavoro, consentano di misurare realisticamente, e innalzare, la qualità reale di quanto stiamo insegnando: l’efficienza è fondamentale, ma oggi occorre lavorare sull’”umanizzazione” dei numeri e dei parametri della Qualità che dichiariamo.

Nella ricerca, occorre discutere strategie che puntino anche a supportare le nostre attività “quotidiane”: se la competizione sui bandi europei, oggi unica via di finanziamento significativo della ricerca, è sempre più serrata e solo “uno su mille ce la fa”, gli altri, che cosa fanno? Come valorizzare i nostri progetti, sovente di notevole livello, che non sono stati selezionati come eccellenti?


la multidisciplinarietà come nuovo registro

La multidisciplinarietà intesa come valore fondante del Corso di Studi in Design cui appartengo e che quindi insegno e pratico tutti i giorni, è a mio avviso il “registro” che potrebbe arricchire di nuovi significati la parola “politecnico” a noi cara, ma che oggi appare un po’ impolverata. Nel nostro Ateneo in numerose occasioni di ricerca e didattica non si teorizzano e non si praticano solo “tecniche”, né “poli-tecniche”, ma multi-scambi tra saperi scientifici e umanistici che rendono del tutto artificiale (e politica) la tradizionale divisione tra Architettura e Ingegneria, semplificazione che oggi è necessario superare per stare al passo con le veloci trasformazioni della ricerca, delle professioni, dei comportamenti e dei modelli di sviluppo. Non ci sono due culture, ma una, e si deve rivendicare la natura unitaria e complessa delle discipline, il legame necessario tra la produzione dei saperi e la loro diffusione democratica, il diritto allo studio generalizzato come fonte di conoscenza e di stimolo per la ricerca di soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita.


io e il Coordinamento PoliTO

Non ho una mia personale “visione” dell’Ateneo, ma la consapevolezza che ho in mano il mio frammento di mosaico e la voglia di costruirlo con voi e con gli altri senatori, in un dialogo continuo e seguendo i principi della democrazia, della trasparenza e del tendere a essere una vera comunità accademica, in grado di andare oltre alle visioni di fascia, di area e di settore. Mi riconosco quindi nel programma del Coordinamento PoliTo che ho contribuito a stilare e che vi invito a leggere.

Claudia DE GIORGI

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