Una Tantum: grande fatica, ma grande soddisfazione

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Finalmente anche al Politecnico di Torino è terminata la procedura per l’individuazione delle modalità di attuazione dell’intervento secondo criteri di merito accademico e scientifico (il recupero parziale una tantum degli scatti bloccati) previsto dai DI n. 254 del 2011 e DI 665 del 2013. E’ stata lunga, ma il risultato ripaga ampiamente l’attesa (vedi il testo di regolamento diffuso oggi dagli uffici).

Il Politecnico, unico Ateneo in Italia, ha deciso di evitare l’assurdità di valutare la complessa e eterogenea attività lavorativa dei docenti con un numerino, calcolato in qualsivoglia modo, e la ancora più assurda pretesa di stilare a partire da queste “valutazioni” una classifica tra persone che fanno un lavoro talmente diverso che è scientificamente insostenibile pensare di poter confrontare in modo così semplicistico. La scelta del nostro Ateneo è stata quella di stabilire una ragionevole soglia di merito, superata la quale il docente viene considerato meritevole dell’incentivo economico.

L’insensato vincolo di premiare al massimo il 50% (o 60%, chissà perché diverso nei diversi anni di applicazione) degli aventi diritto stabilito dalla legge, che sottintende chiaramente un’idea punitiva della valutazione, è stato superato grazie allo stanziamento di una congrua cifra da parte del CdA, che permetterà di premiare tutti coloro che supereranno la soglia meritocratica stabilita. Siccome però rimane il vincolo di legge che solo il 50/60% degli aventi diritto potrà ottenere l’incentivo in busta paga, i rimanenti meritevoli saranno premiati con la medesima cifra (anzi molto più alta perché esente tasse) sui fondi di ricerca personali. Essere premiati con somme che non finiscono in tasca, ma permettono alle persone di fare meglio il proprio lavoro, è sicuramente limitativo del diritto a una giusta remunerazione del proprio impegno, ma essendo un esplicito obbligo di legge non era evitabile.

La soglia di merito stabilita dagli Organi di Governo escluderà dall’incentivo economico solamente i docenti scientificamente inattivi nel triennio in valutazione e quelli che hanno ricevuto una valutazione insufficiente della propria attività didattica (fatta tramite il questionario del CPD).

Anche il modo di selezionare tra tutti i meritevoli il 50/60% che riceverà l’incentivo in busta paga e chi invece lo avrà sui propri fondi di ricerca personali è stato stabilito in modo totalmente condivisibile: si partirà dai più giovani, che sono quelli maggiormente colpiti dal lungo blocco degli stipendi in atto. Per il medesimo motivo gli Organi di Governo hanno anche deciso di spostare a favore dei ricercatori un terzo della somma totale destinata all’incentivo, percentuale massima prevista dalla legge.

Non è la procedura più lineare che si potrebbe immaginare per gestire una premialità di natura accademica e scientifica, ma dati i vincoli di legge, fare di meglio era difficile.

Ringrazio tutti per i suggerimenti e le osservazioni che mi avete fatto avere, per l’appoggio che non mi fate mai mancare e ringrazio in particolare il rettore per avermi sostenuto nella ricerca di una soluzione degna di una vera comunità accademica.

Danilo Bazzanella

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