CdA 31 marzo 2015

Come sempre è stato diffuso il resoconto istituzionale della seduta di CdA e pochi giorni dopo la Nota del Rettore sulla programmazione del personale e quindi aggiungo solo alcune mie osservazioni.

La definizione della policy per la proroga dei contratti triennali da RTD-A in scadenza (il CdA ha deliberato che “la possibilità di prorogare i contratti triennali da RTD-A in scadenza (sia su organico, che su finanziamento esterno) soltanto nel caso in cui la programmazione del Dipartimento preveda un numero di posizioni da RTDB pari a quelle da RTD-A prorogate, nei SC corrispondenti“), potrebbe obbligare alcuni Dipartimenti a rivedere la propria programmazione in tempi brevi. Visto che la grande maggioranza dei contratti triennali da RTD-A vanno in scadenza a dicembre del 2015, come da regolamento, entro giugno 2015 dovrà essere fatta una valutazione personale dei ricercatori in scadenza e eventualmente richiesta la proroga degli ulteriori due anni, cosa che però a norma della nuova policy potrà essere fatta solamente se il Dipartimento avrà nel frattempo programmato un numero corrispondente di posti da RTD-B nel medesimo settore concorsuale.

Nelle comunicazioni il Rettore ha ricordato che il TAR della Lombardia ha dato, in modo molto netto, ragione al ricorso di oltre 80 ricercatori contro il regolamento della didattica di PoliMi, che prevedeva 80 ore di didattica curricolare non pagata per i ricercatori. A tale proposito ho fatto il seguente intervento:

Sono molto fiero di ricordare che il nostro è uno dei pochissimi Atenei che ha in vigore un regolamento della didattica dei ricercatori che corrisponde perfettamente alla sentenza del giudice amministrativo. Lo considero uno dei successi più importanti del coordinamento di cui mi onoro di far parte, non tanto per aver sostenuto la posizione che ora è risultata quella più corretta, ma soprattutto per aver sempre perseguito una soluzione politica e condivisa, che ha permesso al nostro Ateneo di superare la questione senza gli strascichi che inevitabilmente avrebbe lasciato una battaglia legale come quella che hanno dovuto portare avanti i colleghi di PoliMi. Ovviamente il raggiungimento di questo risultato è un merito che va condiviso con questo CdA e il SA attualmente in carica, che hanno approvato la nostra proposta di regolamento, e soprattutto con il nostro rettore, che già da prorettore ha posto le basi per una rapporto non conflittuale con i ricercatori, cosa tutt’altro che scontata nella situazione molto tesa del 2010/2011.

Nelle comunicazioni è stato precisato che finalmente sta terminando l’iter burocratico dell’una tantum, e che quindi dopo Pasqua sarà emesso il bando.

Il resoconto istituzionale dice che “Nell’ambito della Programmazione del Personale il Consiglio di Amministrazione ha deliberato alcune azioni relative al Piano Straordinario ed alla Programmazione Ordinaria che saranno oggetto di una nota del Rettore”. In attesa della nota rettorale aggiungo solo che è stata definita una policy riguardo la gestione del personale di ricerca non strutturato e allego la mia dichiarazione di voto:

Sono molto d’accordo con la necessità di stabilire una policy chiara sulla gestione del personale di ricerca non strutturato, con l’obiettivo di lasciare in eredità al prossimo CdA e al prossimo Rettore un Ateno che possa avere una gestione del personale più organica e rispettosa delle persone che nelle difficoltà di una situazione precaria lavorano comunque al nostro fianco con il massimo impegno per il buon funzionamento della nostra Istituzione. La definizione di una adeguata policy non deve però farci dimenticare le difficoltà del transitorio e per questo dichiaro il mio rammarico per la mancata decisione del CdA a favore di una tempistica dei concorsi previsti nella programmazione che tenga conto della maggiore urgenza del reclutamento rispetto alle progressioni di carriera, come da me proposto.

Più avanti il resoconto istituzionale riporta che “E’ stata deliberata l’attribuzione del carico didattico ai nuovi professori di II fascia per l’anno accademico 2014/2015”. Nulla di molto rilevante. Abbiamo stabilito che chi è diventato PA nel 2014 deve nell’A.A. 2014/2015 fare 120 ore di didattica frontale e chi è diventato PA nel 2015, prima del 1 Aprile, deve invece fare solo 80 ore (con relativi carichi riscalati a 80 e 53 ore per chi è a tempo definito). Chi eventualmente diventerà PA dopo l’1 Aprile avrà il carico di 120 ore a partire dal prossimo A.A.

In chiusura del resoconto istituzionale è riportato che “Il Consiglio ha espresso infine parere favorevole ad una integrazione al “Regolamento per l’impegno didattico dei professori e dei ricercatori del Politecnico di Torino” che specifica gli obblighi di titolarità dei professori”. La precisazione riguarda il fatto che tutti i professori dell’Ateneo, PA o PO che siano, hanno l’obbligo di avere almeno la titolarità di un corso ogni anno accademico. Ovviamente ho votato a favore, ma la cosa mi ha un po’ stupito. Pensavo che fosse da sempre un obbligo dei professori avere almeno una titolarità, ma evidentemente mi sbagliavo. Ora l’obbligo è chiaramente stabilito nel regolamento.

Avevamo ragione noi!

Finalmente il TAR della Lombardia si è espresso sul ricorso dei ricercatori del Politecnico di Milano contro il regolamento del loro Ateneo, che prevede un minimo di ore non pagate di didattica curricolare per i ricercatori.

La sentenza del TAR è molto netta e dice che la legge “…è volta a far si che debbano essere i docenti a porre in essere l’attività di docenza curriculare, mentre i ricercatori si debbano dedicare nelle ore obbligatorie all’attività integrativa, di servizio agli studenti, nonché ad attività di verifica dell’apprendimento e che, in ogni caso, l’eventuale attività di docenza curricolare posta in essere dai ricercatori debba ricevere una congrua retribuzione aggiuntiva…“.

Si tratta quindi di un pieno successo per chi come noi da sempre sostiene l’obbligatorietà del pagamento della didattica curricolare ai ricercatori.

Ricordiamo che anche il regolamento del nostro Ateneo fino all’anno accademico 2013/2014 non prevedeva la retribuzione di tutta la didattica curricolare svolta dai ricercatori ed era pertanto oggettivamente non conforme alla Legge, secondo l’inequivocabile pronunciamento del Giudice Amministrativo, ma va dato atto che l’attuale regolamento è perfettamente a norma e recepisce gran parte delle richieste, evidentemente legittime, che i ricercatori avanzano fin dal 2010.

Facciamo tanti complimenti ai colleghi del Politecnico di Milano per il grande risultato ottenuto, anche per l’apertura di una prospettiva nazionale di aggiornamento dei regolamenti ancora fuorilegge e di pagamento di quanto dovuto per gli anni passati, e dichiariamo tutta la nostra gratitudine per il riconoscimento che hanno voluto tributare al nostro attuale regolamento della didattica, presentato nella documentazione del loro ricorso come esempio di buona pratica.

Coordinamento PoliTo