CdA 30 Gennaio 2015

Visto il resoconto istituzionale aggiungo solo qualche osservazione puntuale.

Come previsto con il progressivo completamento del piano straordinario per associati stanno scendendo i costi della didattica complementare, nonostante il pagamento dalla prima ora di didattica degli RTI. Si conferma quindi l’intera operazione come un risparmio netto per l’Ateneo e speriamo che questo faccia cadere la non opportuna, e certo non voluta dal CdA, tendenza a minimizzare le titolarità affidate ai ricercatori che si è avuta (anche se mi pare in casi molto limitati) nello scorso anno accademico.

Il CdA ha approvato tutte le modifiche dell’offerta formativa proposte del SA. Nella linea già espressa di rifiutare la selezione in ingresso rinviando la selezione a una verifica a posteriori dei risultati ottenuti dagli studenti, il CdA ha proposto al SA di prevedere l’impossibilità di iscriversi ulteriormente per chi non ha sostenuto neppure un credito alla fine del primo anno e per chi non ha raggiunto i 28 crediti alla fine del secondo anno.

Resoconto commissione una tantum – 27 gennaio 2015

Resoconto della quarta seduta della commissione per l’incentivo una tantum per il recupero parziale degli scatti stipendiali bloccati

Abbiamo dedicato l’intera seduta ad entrare nel merito tecnico della definizione delle soglie di merito, seguendo punto per punto le richieste dei decreti relativi all’una tantum.

a) previsione di criteri e procedimenti distinti per ruolo e per fascia;

Deve essere fatta una procedura per ogni anno, separatamente per RTI, PA e PO. Sono quindi 3 procedure distinte per fascia, con regole quasi uguali (a parte il massimo dei premiabili che per il 2011 è il 50% e invece per 2012 e 2013 è il 60%), ma con aventi diritto diversi. Anno per anno si è deciso di spostare un terzo degli importi totali a favore dei ricercatori (come previsto dalla legge e indicato dagli Organi di Governo).

b) ammissione al procedimento per ciascuno degli anni 2012 o 2013 dei soggetti aventi diritto, rispettivamente ai sensi dell’art. 2 o 3, che hanno presentato domanda;

Gli aventi diritto sono quelli che hanno perso lo scatto nell’anno in questione. Per legge è necessario che gli interessati facciano domanda, a mio parere sarebbe bene con un semplice click.

c) presentazione da parte dei candidati della relazione sul complesso delle attivita’ didattiche, di ricerca e gestionali svolte, ai sensi dell’art. 6, comma 14 della citata legge n. 240 del 2010;

A mio parere dovrebbe essere l’Ateneo a verificare eventuali casi di mancata presentazione della suddetta dichiarazione a fronte della richiesta da parte della Facoltà di appartenenza. Non abbiamo approfondito.

 d) assolvimento da parte dei candidati dei compiti loro affidati nel triennio precedente, in relazione allo stato giuridico e alle esigenze dell’ateneo di appartenenza;

L’Ateneo verifica anno per anno la corrispondenza tra numero di ore del carico didattico atteso (tenendo conto degli sgravi stabiliti dai regolamenti in vigore nell’anno di riferimento) e ore del carico didattico prestato. Sembra opportuno stabilire una certa tolleranza (5%?).

e) accertamento da parte della autorita’ accademica della effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel triennio precedente;

Letteralmente la legge chiede di verificare solo se esistono o meno pubblicazioni nel triennio. Si poteva quindi semplicemente escludere dall’una tantum solo chi non ha pubblicazioni. Di fatto però in tal modo si sarebbe chiesta una pubblicazione nel triennio e 1 non è una soglia adeguata a tutti i settori dell’Ateneo. In Ateneo esistono settori con mediane di 0.5 lavori all’anno (quindi 1.5 nel triennio) e settori con mediane di 5.9 lavori all’anno (quindi 17.7 nel triennio). Chiedere a tutti indistintamente una pubblicazione nel triennio vorrebbe dire far passare la soglia a tutti (o quasi) i docenti dei settori con mediana alta e fare solo selezione nei settori di mediana bassa. Abbiamo quindi condiviso nella commissione, pur con la riluttanza di chi sa bene che così si complica la procedura, che una qualche forma di normalizzazione è necessaria.

L’unico modo ragionevole di creare una soglia normalizzata per settore è quella di fissare una soglia proporzionale alle relative mediane dell’ASN. Per PO e PA le mediane le abbiamo, ma per i ricercatori non sono note. Abbiamo deciso di prendere per i ricercatori una frazione (75%? 80%?) della mediana dei PA. I settori bibliometrici e non bibliometrici andranno trattati diversamente, avendo mediane e procedure diverse per l’ASN.

E’ stato deciso inoltre di valutare la possibilità di considerare i brevetti come pubblicazioni scientifiche e quindi contarli per il superamento della soglia di produttività scientifica, a posteriori delle necessarie verifiche di fattibilità.

La soglia dovrà naturalmente tenere conto dei periodi di congedo o malattia e abbiamo condiviso all’unanimità la riduzione della soglia per le nostre colleghe mamme nel biennio seguente la nascita del bambino/a.

In ogni caso, per legge, andrà verificata la presenza di almeno una pubblicazione nel triennio.

f) verifica della qualita’ della produzione scientifica nel triennio precedente sulla base di criteri adottati a livello internazionale.

Tale richiesta è soddisfatta dal fatto di non contare qualunque tipo di pubblicazione, benché scientifica, ma solo quelle contenute nei database scientifici internazionali, come previsto dai nostri criteri bibliometrici d’Ateneo.

 

Abbiamo inoltre studiato l’eventualità di inserire anche delle soglie non previste dalla legge.

1- soglia di qualità didattica

La legge prevede esplicitamente solo la verifica dell’assolvimento da parte dei candidati dei compiti loro affidati nel triennio precedente, vedi punto d) del decreto. La commissione ha ritenuto all’unanimità di proporre anche una verifica sulla qualità della didattica prestata.

Si considera superata la soglia se il docente in tutti i corsi di cui è stato titolare nel triennio in valutazione ha regolarmente presentato la dichiarazione CPD (fino a che è stata cartacea, poi per forza tutti hanno il CPD) e ha avuto sempre una valutazione (media sulle domande personali) superiore a 2.4.

2- valutazione tesi e esami svolti

Tali attività sono legate al normale svolgimento dell’attività didattica e non sono tra i criteri indicati dalla legge per distribuire l’una tantum. Abbiamo comunque valutato la possibilità di utilizzare in qualche modo i dati relativi a queste attività, che esistono in forma digitale anche per gli anni in questione.

Se si intenderà utilizzare tali indicatori andranno utilizzati insieme (chi lavora sulla triennale ha in genere molti più esami, ma tende a fare meno tesi, e viceversa) e normalizzati in qualche modo, per evitare di confrontare dati non omogenei. Si è parlato di fare una normalizzazione per Dipartimento. Non esistendo per legge, ne per regolamento d’Ateneo, un numero minimo di tesi o di esami da svolgere appare un po’ dubbia la possibilità di utilizzare, a posteriori, tali dati per creare delle soglie. L’unica idea che è stata proposta è quella di rilevare, all’interno di ogni Dipartimento, chi fa meno tesi e meno esami e escludere dall’una tantum chi dovesse risultare nelle code di entrambe le distribuzioni. Non abbiamo approfondito fino in fondo.

La prossima, e si pensa ultima, riunione della commissione è fissata per venerdì 6 febbraio.

Convegno Ruolo Unico

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Il 2 marzo 2015 il Politecnico di Torino ospiterà il convegno nazionale dal titolo “Il Ruolo Unico: una rivoluzione necessaria? Discussione nazionale nella prospettiva di una riforma dello stato giuridico della docenza universitaria. Il convegno, organizzato dalla Rete 29Aprile, rappresenta la prima occasione di dibattito a livello nazionale su un tema sul quale, a nostro parere, dovrebbe aprirsi un ampio confronto all’interno del mondo universitario e con il mondo della politica.

La scelta del Politecnico di Torino come sede per il convegno è dovuta certamente alla nostra disponibilità a curarne l’organizzazione, ma anche alla volontà che il nostro Ateneo ha espresso nel suo Piano Strategico di contribuire all'”apertura di una discussione nazionale nella prospettiva di una riforma complessiva dello stato giuridico della docenza universitaria”.

In occasione dell’organizzazione di un convegno che si propone come obiettivo il superamento della divisione in fasce del personale docente, riteniamo di fare anche noi un passo in tale direzione cambiando il nome del nostro coordinamento (inizialmente denominato Coordinamento dei ricercatori del Politecnico di Torino) in Coordinamento PoliTo, in modo da non porre più l’attenzione sull’appartenenza di fascia e rendere meglio, anche nel nome, l’atteggiamento di apertura e trasversalità che da sempre ci contraddistingue.

Appena possibile diffonderemo un programma della giornata, con l’elenco dei relatori. Tutte le informazioni, che verranno mano a mano aggiornate, possono essere trovate nella pagina del convegno sul nostro blog all’indirizzo https://coordinamentopolito.wordpress.com/convegno/.

Coordinamento PoliTo

Resoconto commissione una tantum – 13 gennaio 2015

Resoconto della terza seduta della commissione per l’incentivo una tantum per il recupero parziale degli scatti stipendiali bloccati

Nella terza riunione della commissione una tantum abbiamo discusso della possibilità di inserire nella valutazione ulteriori indicatori, in modo da avere un’analisi più globale della nostra attività. Abbiamo parlato di tesi seguite, conto terzi, direzione di progetti, attività gestionali e organizzative, brevetti, fondi raccolti… tutti indicatori significativi della nostra attività ma che a un’analisi più approfondita sono risultati essere di difficile valutazione e soprattutto è risultata chiara la mancanza di dati omogenei e completi relativi ad anni così remoti (per la valutazione del mancato scatto del 2011 dobbiamo valutare l’attività del triennio 2008-2009-2010).

La commissione ha condiviso la difficoltà a valutare queste attività, ma ritenendole comunque molto importanti per il nostro Ateneo ha condiviso anche la decisione di invitare gli Organi di Governo a cominciare da subito a raccogliere tutti i dati al riguardo, per auspicabili future valutazioni.

A posteriori della seduta mi hanno anche fatto notare che il decreto 665 del 2013 relativo all’una tantum non lascia poi tanta autonomia nell’uso degli indicatori, visto che indica esplicitamente che i regolamenti debbano essere redatti “…osservando i seguenti criteri
a) previsione di criteri e procedimenti distinti per ruolo e per fascia;
b) ammissione al procedimento per ciascuno degli anni 2012 o 2013 dei soggetti aventi diritto, rispettivamente ai sensi dell’art. 2 o 3, che hanno presentato domanda;
c) presentazione da parte dei candidati della relazione sul complesso delle attivita’ didattiche, di ricerca e gestionali svolte, ai sensi dell’art. 6, comma 14 della citata legge n. 240 del 2010;
d) assolvimento da parte dei candidati dei compiti loro affidati nel triennio precedente, in relazione allo stato giuridico e alle esigenze dell’ateneo di appartenenza;
e) accertamento da parte della autorita’ accademica della effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel triennio precedente;
f) verifica della qualita’ della produzione scientifica nel triennio precedente sulla base di criteri adottati a livello internazionale.”

Non sono indicate tesi, brevetti, conto terzi, fondi raccolti, direzione di progetti… e anche l’attività gestionale è solo indicata nella relazione periodica delle attività (che tra l’altro non tutte la Facoltà chiedevano).

Se ci atteniamo abbastanza strettamente alla legge, forse non è poi così difficile venirne fuori. Direi che l’unica questione che rimane aperta è come selezionare il 50/60% a cui dare il premio (su fondi ministeriali, con altri fondi è da studiare) dall’insieme di quelli che hanno fatto la didattica loro affidata e hanno superato le soglie sul numero di pubblicazioni e sui risultati del CPD.

Come ho già scritto nei precedenti resoconti, la mia proposta è di stabilire dei vincoli di soglia per accedere all’incentivo una tantum, senza fare classifiche. Se passa la soglia più del 50/60% (massimo consentito dalla legge) si da precedenza a chi ha minore anzianità di servizio (e di conseguenza è più colpito, e ancora di più sarà colpito in futuro, dal blocco degli stipendi).

Siccome però tutti sanno che il blocco degli stipendi colpisce soprattutto i più giovani, ma forse non tutti hanno ben chiara la dimensione del fenomeno, ho presentato alla commissione un documento con qualche stima approssimata, ma che comunque da bene l’idea dell’estremo impoverimento a cui sta andando incontro la categoria docente. Pur svolgendo il medesimo ruolo, chi ha goduto degli scatti automatici per decenni si ritrova stipendi irraggiungibili per le nuove generazioni e sta pagando molto meno (anche meno di un decimo) di quanto stanno pagando la crisi i più giovani.

Ci sono conseguenze economiche di poche migliaia di euro a fronte di altre di centinaia di migliaia. Una situazione veramente incredibile e che dovrebbe ragionevolmente far ritenere opportuna la mia proposta ispirata al principio di solidarietà generazionale.

Come sappiamo, dare tutto l’incentivo ai più giovani delle rispettive categorie non è possibile per legge, ma credo che una volta che si sia posta una ragionevole soglia minima di accesso, utilizzare il criterio dell’anzianità di servizio (e quindi andare a restituire qualcosa a chi sta patendo nettamente di più la crisi) sia una scelta non solo sostenibile e giustificabile davanti all’Ateneo, ma direi anche doverosa.

Ovviamente l’incentivo sarebbe comunque una goccia nel mare e non potrebbe neppure vagamente compensare l’enorme ingiustizia che si sta compiendo nei confronti delle giovani generazioni, ma la goccia credo vada messa dalla parte giusta. Far piovere sul bagnato, benché si tratti di una pioggerellina, sarebbe indubbiamente una possibile fonte di ulteriore disgregazione della nostra comunità e credo vada evitata.

Se l’Ateneo dovesse approvare un regolamento che mette sullo stesso piano persone che stanno patendo perdite enormi e chi non si accorgerà quasi del blocco essendo a fine carriera, andando a ripartire l’una tantum in base a un articolo in più o in meno o a qualche punticino in più o in meno su qualche altro indicatore, credo farebbe una scelta, certamente legale e anche basata su dati oggettivi, ma profondamente ingiusta.

La prossima riunione della commissione è fissata per martedì 27 Gennaio 2015.