CdA 7 luglio 2017

Visto l’usuale resoconto istituzionale, aggiungo solo alcune osservazioni a complemento.

Come annunciato nel resoconto dello scorso CdA è arrivato a compimento l’iter di approvazione per il regolamento scatti. Al più presto sarà pubblicato sul sito dell’Ateneo e diffuso a tutti i docenti. A meno di revisioni minori il testo sarà il seguente: Regolamento scatti.

La distribuzione del Fondo di Finanziamento ai Dipartimenti, anche questo annunciato nel precedente resoconto, è stata terminata e come previsto sono state deliberate le modalità di utilizzo:

  • la definizione di un insieme di regole semplici, trasparenti e largamente condivise per l’impiego delle risorse;
  • la previsione che, al fine di incentivare la sinergia tra gruppi di ricerca anche interdipartimentali, una parte rilevante del finanziamento sia destinato a cofinanziare le attività di ricerca congiunte, che insiemi di docenti vorranno avviare con i propri fondi di ricerca liberi.

(vedi nota del rettore del 3 luglio riguardo l’Attribuzione del fondo di finanziamento ai Dipartimenti e programmazione del Personale Docente).

Pur senza arrivare ad alcuna delibera, in seduta si è discusso anche del regolamento concorsi. Ho fatto il mio solito intervento, dichiarando preventivamente il mio voto contrario su qualsiasi regolamento che preveda dei vincoli di fascia non strettamente obbligatori per legge, quindi per esempio che precludano ai professori associati (PA) la partecipazione ai concorsi per PA.

Questa è la mia posizione, e la posizione del Coordinamento, dal 2010 ed è motivata dal fatto che chi considera l’Ateneo una comunità accademica dove ognuno con le proprie competenze e le proprie propensioni contribuisce al buon funzionamento della nostra istituzione, non può accettare che alcuni ruoli siano preclusi per questioni di mera appartenenza di fascia. In questa ottica i ruoli e le responsabilità devono essere affidate in base alle competenze personali e alla reputazione dei singoli, come del resto capita nella comunità scientifica internazionale, dove di fatto il ruolo unico è da sempre una realtà.

Ho presentato il solito esempio del fatto che pur essendo io un semplice ricercatore le riviste di teoria dei numeri non si fanno nessun problema a farmi fare da referee anche per lavori scritti da full professor, purché ovviamente si tratti di argomenti di mia competenza e su cui io abbia adeguata reputazione.

Non si vede perché i nostri regolamenti dovrebbero invece stabilire dei vincoli che esulano dalla competenza personale dei singoli e impediscano per esempio a un professore associato competente di essere in una commissione di concorso per associato, dove invece potrebbe andare un professore ordinario che si interessa di temi diversi e che risulta quindi evidentemente meno competente in materia. Ovviamente nessuno pensa a un obbligo della presenza di PA. Si tratta semplicemente di lasciare ai Dipartimenti la libertà, nei casi che riterranno appropriati, di proporre al rettore per la commissione di concorso eventualmente anche dei professori associati.

Devo dire che nella discussione in CdA tutti gli interventi che hanno seguito il mio sono stati sulle medesime posizioni e spero che questa sarà anche la posizione che emergerà nella discussione del Senato Accademico.

Danilo Bazzanella

CdA 6 giugno 2017

Visto l’usuale resoconto istituzionale, aggiungo solo alcune osservazioni a complemento.

In seduta si è discusso del regolamento scatti di anzianità, che purtroppo di anzianità non sono più perché sono ora subordinati a una valutazione positiva della nostra attività. Il CdA non è arrivato a nessuna deliberazione, lasciando la discussione e la predisposizione del testo del regolamento al Senato Accademico. Nella prossima seduta del CdA sarà dato il parere previsto dalla Legge e dallo Statuto. In vista di tale parere invito tutti gli interessati a leggere il testo approvato dal Senato Accademico e a farmi avere pubblicamente sulla lista di discussione di Ateneo lista_discussione@polito.it, tutte le osservazioni ed eventuali proposte di emendamento.

Il CdA, su indicazione della commissione mista SA-CdA, ha deliberato le modalità per la distribuzione dei 6 milioni di euro dell’FFD (Fondi di Finanziamento dei Dipartimenti).  Si è deciso per una ripartizione proporzionale al numero di strutturati + RTDb appartenenti ai Dipartimenti al 31/12/2016.  Al più presto saranno quindi a disposizione dei Dipartimenti delle somme più che doppie rispetto al 2016 (siamo passati da 2.5 milioni a 6 milioni di finanziamento all’anno in totale) per ogni tipo di attività istituzionale (Ricerca/Formazione/ Trasferimento Tecnologico). L’idea è che i Dipartimenti abbiano una grande autonomia di utilizzo di questo grande investimento, sempre nella massima trasparenza. Per questo si è previsto un utilizzo deliberato dai relativi Consigli di Dipartimento e le uniche indicazioni date dal CdA sono un invito a:
– dedicare una parte dell’FFD per cofinanziare il FDR (Finanziamento Diffuso per la Ricerca);
– dedicare una parte dell’FFD, sempre in modalità cofinanziamento, a incentivi all’aggregazione dei docenti;
– eventuale cofinanziamento di attività più consistenti (per es. centri bottom-up non finanziati).

Vorrei infine precisare che nelle lezioni studentesche non solo c’è stato un aumento significativo della partecipazione (passata dell’8% al 15%), ma anche l’analisi dei dati per genere risulta piuttosto confortante. Su 30.046 studenti, di cui 71,57% maschi e 28,43% femmine, le candidate femmine sono state 44 (30%) e i candidati maschi 102 (70%) e gli eletti nei vari organi sono 26 femmine (34%) e 50 maschi (66%). Le studentesse si sono quindi dimostrate leggermente più propense a candidarsi e sono state elette in misura proporzionalmente maggiore. A livello di rappresentanza studentesca non si è evidenziato nessun significativo gender gap, con una leggera prevalenza femminile.

Danilo Bazzanella

Nota del MIUR su Inquadramento giuridico e trattamento economico dei docenti universitari

Il 29 maggio 2017 è stata inviata una nota a firma Livon (Direttore Generale del MIUR)  sull’inquadramento giuridico e trattamento economico dei docenti universitari. Nel testo della nota viene specificato che tutti i docenti hanno avuto il blocco degli scatti fino al 1/1/2016, compresi quelli assunti a norma della legge 240/2010.