SA 18 settembre 2018

Resoconto istituzionale  della seduta del Senato Accademico del 18 settembre 2018.

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CdA 25 luglio 2018

Visto la completezza dell’usuale resoconto istituzionale, aggiungiamo solo alcune osservazioni puntuali.

Il Rettore ha comunicato ai membri del CdA di aver conferito con la Ragioneria dello Stato chiedendo di poter disporre di una parte degli utili del Politecnico oltre lo stretto fabbisogno (attualmente le leggi dello stato impediscono qualsiasi investimento oltre il fabbisogno) in modo da poter aumentare il turnover e ottenere più POM da utilizzare per reclutamenti e progressioni di carriera. Vedremo in autunno se la richiesta sarà accolta.

E’ stata approvata la POLICY (già discussa in Senato) sulle figure non strutturate della ricerca.

La Policy prende le mosse da alcune considerazioni e criticità:

  • Dopo l’approvazione della legge 240/2010 si era creato un blocco delle assunzioni senza precedenti e di conseguenza erano aumentate in numero notevole le posizioni di AdR di lunga durata, per molte delle quali con poche garanzie di stabilizzazione. Per porre parziale rimedio a questa situazione l’Ateneo in questi ultimi anni ha investito in modo massiccio in contratti da RTDA. Ora la situazione è decisamente mutata e l’emergenza si è spostata dalla figura dell’AdR alla figura dell’RTDA;
  • Se si proseguisse nell’investimento in RTDA al ritmo degli ultimi anni, il numero degli RTDA crescerebbe in modo tale da rendere in prospettiva non sostenibile la loro gestione;
  • Sta arrivando a scadenza (triennio) la prima ondata di contratti da RTDA, e nei prossimi anni arriveranno le seguenti. Con la ridotta disponibilità di risorse dedicabili al reclutamento, dovuta ai vincoli economici e legislativi nazionali, non vi sono attualmente ragionevoli possibilità di stabilizzazione a breve termine e per questo è urgente dotare i Dipartimenti di risorse per l’eventuale proroga dell’ulteriore biennio dei contratti in scadenza e in prospettiva aumentare le opportunità di stabilizzazione con un maggior numero di contratti da RTDB;
  • Criticità/ambiguità della figura del Tecnologo, attualmente utilizzata anche in ruoli prettamente amministrativi.

Da queste premesse sono conseguite le linee approvate in CdA:

“- possibilità di utilizzo dei fondi associati alle 44 posizioni da RTDA recentemente assegnate ai Dipartimenti per prolungamenti di posizioni da RTDA ovvero per l’attivazione di posizioni da dottorato di ricerca, assegnista o tecnologo;
– riconversione posizioni residue da RTDA in programmazione attribuite ai Centri Interdipartimentali in posizioni da dottore di ricerca, assegnista o tecnologo;
– controllo consapevole dell’attivazione di ulteriori posizioni di RTDA a progetto tramite l’istituzione di una apposita Commissione di Ateneo coordinata dalla Prorettrice e costituita dai Proff. Danilo Bazzanella, Pierluigi Poggiolini e Fabio Salassa;
– promozione dell’attivazione di posizioni da RTDB su fondi esterni (art. 18 comma 3 L240/10);
– rafforzamento del dottorato di ricerca (avvio di uno studio di fattibilità su un incremento del numero delle borse e del loro corrispettivo salariale) e della sostenibilità dell’uso degli assegni di ricerca anche mediante la previsione dell’uso preferenziale delle fasce salariali B e D rispettivamente per assegnisti post-lauream e post-doc;
– responsabilizzazione delle strutture sulla gestione delle figure di supporto alla ricerca non di ruolo mediante opportuni indici che evidenzino la permanenza continuativa per troppo tempo di ricercatori in posizioni non di ruolo;
– corretta definizione della missione dei tecnologi quali gestori di laboratori complessi e relative misure per una ragionevole aspettativa di carriera loro e del PTAB a far leva sulle future programmazioni pluriennali rispettivamente dei docenti e del PTAB.” (vedi resoconto istituzionale)

La parte centrale della seduta è stata dedicata ad una prima analisi del bilancio di ateneo nel periodo 2016-2018. Al bilancio saranno dedicati i prossimi appuntamenti dell’apposita commissione di CdA e le prossime sedute dell’organo.

Il Consiglio di Amministrazioneha approvato lo stanziamento di € 700.000 a favore di progetti finanziati nell’ambito del bando regionale “INFRA-P” per la copertura di costi e servizi accessori all’acquisto di infrastrutture, non ammissibili dal Bando. Sul tema c’è stata una lunga discussione dovuta soprattutto al fatto che avendo investito oltre 30 milioni di euro nei Centri Interdipartimentali, sembrava ora un po’ anomala la richiesta di un ulteriore finanziamento, soprattutto perché relativa a spese di così ridotta entità. La discussione è stata comunque l’occasione per riconfermare la necessità di monitorare con attenzione il grandissimo investimento fatto nei Centri interdipartimentali, prevedendo da subito una verifica intermedia (fine anno) e finale (dopo la conclusione dei progetti a 12 e 18 mesi) dello stato avanzamento lavori dei progetti “INFRA-P” e più in generale prevedendo un monitoraggio periodico sull’attività dei Centri Interdipartimentali.

Nel question time abbiamo chiesto chiarimenti sull’investimento di 5 milioni di euro, stanziati dal CdA nella seduta del 20/09/2017, riguardo l’aggiornamento dei laboratori didattici dipartimentali esistenti. Visto che si trattava solo di un aggiornamento di laboratori esistenti, al momento della delibera si era ritenuto attuabile in pochi mesi e quindi realizzabile in tempo per l’inizio dell’anno accademico 2018/2019. Volevamo sapere se questo obiettivo era stato raggiunto. Il Rettore riferirà nella prossima seduta rendendo disponibile l’analisi richiesta.

Abbiamo inoltre rinnovato la richiesta di chiarimenti sui tempi del pagamento del recupero parziale degli scatti, la prima rata del quale era prevista per legge entro febbraio 2018. Pare il MIUR non ci sappia ancora dire gli importi da distribuire. Se le lungaggini proseguiranno ancora un po’ rischiamo di avere la rata del 2018 direttamente insieme a quella del 2019.

Ci siamo accorti di una anomalia nel pagamento della didattica presso la nostra sede in Uzbekistan. Per regolamento i ricercatori venivano pagati meno dei professori, pur a parità di incarico didattico e quindi di responsabilità. La questione è stata immediatamente risolta in seduta con la delibera che prevede che per il futuro il pagamento sarà uguale per tutti i docenti, indipendentemente dalla fascia di appartenenza.

Insieme ai rappresentanti degli studenti, abbiamo infine chiesto se si riteneva opportuno dedicare un po’ di tempo a discutere (magari con la creazione di una apposita commissione) della questione dell’accesso alle lauree magistrali. Nel nostro Ateneo attualmente è possibile laureare studenti alla triennale e poi dover dire loro che non possono proseguire gli studi presso il Politecnico, perché non sono stati abbasta “veloci” o non hanno una media sufficientemente alta. Di fatto diamo un (mezzo) titolo, in molti casi scarsamente utile nel mondo del lavoro, che rischia di valere veramente poco e non dà neppure l’opportunità ai nostri studenti di completare gli studi accedendo alla nostra laurea magistrale. La questione non è di facile soluzione per i limiti imposti dalla legge, ma riteniamo che sarebbe almeno il caso di provare ad affrontarla. Il rettore si è dichiarato disponibile a discuterne e quindi ci auguriamo che a settembre l’argomento possa essere messo sul tavolo.

Danilo Bazzanella
Caterina Mele

CdA 27 giugno 2018

Visto l’usuale tempestivo resoconto istituzionale aggiungiamo solo alcune osservazioni puntuali.

Question Time
Nel resoconto istituzionale c’è una piccola imprecisione. Nel “question time” di fine seduta abbiamo chiesto alcuni chiarimenti, uno dei quali riguardava una ricognizione sul numero dei ricercatori a tempo indeterminato (RTI) abilitati per verificare se l’attuale programmazione permette ancora di dare a tutti in tempi brevi una opportunità concorsuale, come da policy di Ateneo e come capitato negli ultimi anni. Per errore nel resoconto istituzionale si parla invece di RTD-B. Nel frattempo abbiamo già avuto dal rettore i dati e gli RTI abilitati sono attualmente 27, distribuiti in modo piuttosto vario tra i diversi Dipartimenti. La questione dei tempi necessari per dare loro un’opportunità concorsuale sarà discussa nella prossima seduta. Per quanto riguarda la seconda questione che abbiamo posto nel “question time”, il recupero parziale degli scatti persi, la risposta è stata incredibilmente che “siamo in attesa da CINECA di un aggiornamento della procedura”. A più di 4 mesi dalla scadenza prevista dalla legge per il pagamento, pare che il Cineca non sia ancora stato in grado di predisporre la necessaria procedura. Riguardo all’ultima questione, l’analisi dello storico delle afferenze ai Dipartimenti, il rettore ha assicurato che presenterà i dati nella prossima seduta. Abbiamo fatto questa richiesta perché ci pare difficile ragionare su una nuova modalità di ripartizione delle risorse, senza prima valutare adeguatamente l’effetto (di crescita/decrescita del numero delle afferenze ai diversi Dipartimenti e la relativa distribuzione tra le fasce) che si è avuto in questi anni con le vecchie modalità di ripartizione.

Carico didattico ricercatori a tempo determinato (RTD)

Su nostra richiesta il vice rettore per la didattica ha presentato i dati sul carico didattico dei ricercatori a tempo determinato. Vista la situazione piuttosto eterogenea nelle diverse aree e il superamento significativo da parte di molti ricercatori del carico previsto, abbiamo chiesto di valutare la possibilità di procedere al pagamento della didattica frontale al superamento delle soglie di 40 ore (RTAa) e 60 ore (RTDb). La questione sarà affrontata nella prossima a seduta.

Trasparenza

Abbiamo chiesto al rettore la sua disponibilità a inviare l’ordine del giorno degli organi di governo all’intero Ateneo, prima delle sedute. La risposta è stata positiva.

Fondi di Ateneo per il finanziamento della ricerca
Sicuramente la questione più rilevante della seduta è stata la discussione sul finanziamento della ricerca nel nostro Ateneo. Il CdA ha preso atto che il bilancio previsionale pluriennale prevede il sussistere di adeguati margini economici e quindi all’unanimità ha deliberato che tutte le misure di sostegno della ricerca (finanziamento diffuso, FFD – Fondo di Finanziamento dei Dipartimenti, Starting grant per RTD…) sono confermate con i medesimi importi anche per il 2019, nella convinzione che tre anni possano essere un intervallo di applicazione ragionevole per poter fare una prima valutazione dei risultati. Come già deliberato nel passato CdA, è stata confermata la volontà di monitorare tutte le spese (e già in questa seduta sono stati presentati alcuni dati preliminari) e di impegnarsi a porre in essere misure di incentivazione e suggerire pratiche di utilizzo che favoriscano un impiego efficace delle risorse. A tale proposito ricordiamo che il CdA ha deliberato lo scorso anno che i Dipartimenti devono utilizzare il loro FFD in accordo con i seguenti due indirizzi prioritari:

–  la definizione di un insieme di regole semplici, trasparenti e largamente condivise per l’impiego delle risorse;
–  la previsione che, al fine di incentivare la sinergia tra gruppi di ricerca anche interdipartimentali, una parte rilevante del finanziamento sia destinato a cofinanziare le attività di ricerca congiunte, che insiemi di docenti vorranno avviare con i propri fondi di ricerca liberi.”  (vedi nota rettorale del 3 luglio 2017 )

Ne approfittiamo per ricordare nuovamente che nella seduta del 30 maggio 2018 il CdA ha notevolmente semplificato l’utilizzo dei fondi di Ateneo per la ricerca e che quindi da ora in avanti l’uso di tutti i fondi sarà molto libero e utilizzabile per ogni tipologia di spesa escluse solamente le seguenti:

  • borse di ricerca;
  • spese relative al personale (posizioni da RTD, compensi al personale dipendente, ecc.) con la sola eccezione degli assegni di ricerca;
  • borse di studio (escluse quelle di dottorato);
  • acquisti di beni o servizi in regime di attività commerciale con recupero IVA.

Inoltre, essendo fondi di Ateneo, e non avendo quindi i vincoli relativi alla rendicontazione di molti altri fondi, al di sotto dei 40.000 euro è possibile procedere agli acquisti direttamente facendo l’ordine sul Mepa, cosa che dovrebbe permettere di ridurre significativamente le complicazioni e i tempi di attesa.

Caterina Mele
Danilo Bazzanella

Candidatura di Francesco Laviano al Senato Accademico

Elezioni Suppletive del SENATO ACCADEMICO – Scorcio di mandato 2015-2019

Candidatura di Francesco Laviano (DISAT, settore concorsuale 02/B1, SSD FIS/01 – Fisica sperimentale) come rappresentante dei Professori Associati

La decisione di candidarmi nasce dal sincero desiderio di contribuire alla gestione ed al miglioramento del nostro Ateneo. Frequento il Politecnico da 25 anni e conosco la composizione delle discipline che divulghiamo, che sviluppiamo e che cerchiamo di applicare sul territorio. Ho dimestichezza con il diritto amministrativo e con i meccanismi di governo dell’Ateneo, principalmente grazie alla precedente esperienza che ho acquisito come Senatore nello scorcio di mandato del Senato Accademico 2011‐2015 (20/4/2014 ‐ 30/9/2015): con lo stesso spirito corale che ha caratterizzato la mia precedente esperienza come rappresentante degli Assegnisti di Ricerca, mi propongo oggi come rappresentante dei Professori Associati (I Professori Associati oggi sono la fascia più numerosa dei docenti a tempo indeterminato (392), e seconda solo agli Assegnisti di Ricerca (480), considerando tutto il personale della ricerca presso il Politecnico).

I compiti, la responsabilità e l’azione di un Senatore sono molto ampi, perché riguardano tutti i lavori che spettano all’organo di appartenenza, che, come recita testualmente il nostro Statuto, “promuove sedi di discussione e confronto scientifico e culturale dell’Ateneo e contribuisce a delineare la strategia di medio e lungo periodo per la ricerca e per la formazione” (Art.11).

In particolare, tutti i regolamenti, a partire dallo stesso Statuto, dal Regolamento Generale e dai regolamenti dei Dipartimenti, sono discussi e approvati proprio dal Senato. Su questo tema, se mi concederete la vostra fiducia, mi impegnerò per la formulazione di un regolamento unico di Ateneo per gli acquisti e la gestione dei fondi, in modo da avere regole chiare, semplici (cioè entro i minimi limiti stabiliti per legge) e, soprattutto, uniformi tra i Dipartimenti.

Riguardo alla programmazione del personale, in continuità con il lavoro recentemente intrapreso con la commissione del Consiglio di Amministrazione, cercherò di contribuire affinché la distribuzione delle risorse sia coerente con le legittime prospettive di carriera del personale e non sia in conflitto con le esigenze di reclutamento.

Inoltre, porrò massima attenzione alla revisione della nostra prima missione, cioè la didattica, sotto tutti i punti di vista, facendo tesoro dell’esperienza che ho cumulato sia nelle discipline di base (sono titolare da quattro anni di un corso di Fisica 1, con una media di studenti serviti pari a 600), sia in quelle specialistiche (ho insegnato in corsi di Laurea Magistrale e di Dottorato di Ricerca).

Sicuramente, per quanto riguarda la logistica della didattica, sarà importante acquisire nuovi spazi e sfruttare al meglio quelli esistenti, attraverso una strategia di revisione degli orari di lezione, del rapporto crediti formativi/ore erogate e della distribuzione dei corsi tra i periodi didattici.

Per quanto riguarda l’ampliamento interdisciplinare dell’offerta formativa, potrò condividere i metodi che ho appreso attraverso l’esperienza del Coordinamento Nazionale Ricercatori Non Strutturati Universitari ‐CRNSU, nel triennio 2015‐2017, in cui ho spesso affrontato discussioni tecniche e preparazione di elaborati con colleghi di altri Atenei ed appartenenti ad altri settori, soprattutto scienze umane e discipline umanistiche.

Termino questa breve nota elettorale specificando che i principi che hanno caratterizzato il mio impegno politico degli ultimi cinque anni in Ateneo, come membro attivo del Coordinamento PoliTo, rimarranno sempre i medesimi, pertanto sarò sempre disponibile con tutti i colleghi per l’ascolto, il confronto e la condivisione, che credo siano le basi da cui partire per praticare correttamente il ruolo di rappresentanza.

Francesco Laviano

Contributo alla discussione elettorale

Cari candidati alle imminenti elezioni per il rinnovo del Senato Accademico e del CdA, vi scriviamo per dare il nostro contributo alla discussione elettorale.

Vi proponiamo solo tre domande, tra di loro strettamente connesse:

  • Ritenete che il nostro Ateneo debba tendere a diventare sempre più una comunità accademica, basata sulla collaborazione, la condivisione e una figura unica di docente universitario, oppure ritenete che sia preferibile mantenere una organizzazione di natura più gerarchica, che responsabilizzi i ruoli di vertice, basata sulla competizione meritocratica?
  • Cosa ne pensate dell’attuale entità del finanziamento diffuso? È sufficiente, eccessiva, troppo limitata? Aggiungereste vincoli di merito a priori, maggiori controlli dall’alto… ?
  • A riguardo del reclutamento, quale rapporto numerico tra RTDa e RTDb pensate sia ottimale e perché?

Ringraziandovi anticipatamente per le risposte che vorrete dare a queste domande (e che come sempre siamo disponibili a pubblicare sul nostro blog e diffondere sulla lista di discussione di Ateneo), vi salutiamo cordialmente e vi ringraziamo per l’impegno che avete voluto esprimere nei confronti dell’Ateneo proponendo le vostre candidature.

Coordinamento PoliTo

 

Risposte di Caterina Mele (candidata per il CdA)

Risposte di Raffaella Sesana (candidata come rappresentante degli RTI in Senato Accademico)